Cinema e teatri chiusi, il grido di dolore degli operatori senesi: “Penalizzato chi ha saputo meglio contenere i contagi”

Francesco Debolini, gestore di sale: "Non c'era luogo più sicuro del cinema" Francesco Chiantanese, artigiano teatrale: "Economicamente abbandonati"

Il mondo dello spettacolo non ci sta e critica apertamente la decisione del Governo di chiudere fino al 24 novembre cinema e teatri, nonostante i numeri dei contagi avuti negli ultimi mesi in tale contesto siano stati alquanto risibili. Non solo la lettera inviata al ministro Dario Franceschini da Mario Lorini, presidente Anec e gestore multisala Politeama e Cinema Garibaldi di Poggibonsi, a dire la loro ai microfoni di Siena Tv sono altri due rappresentanti senese del comparto.

“I nostri impianti di areazione sono sanificati e hanno filtri, è stato fatto un programma che stabiliva le distanze tra i posti e c’è l’obbligo di mascherine – rivendica Francesco Debolini, imprenditore proprietario dei cinema Metropolitan, Odeon e Alessandro VII – forse il cinema era l’ambiente più tranquillo in circolazione. I danni sono già enormi, dell’80-85%, alcuni dipendenti non hanno ricevuto nemmeno la cassa integrazione”.

“Non capiamo perchè il primo passo è stato chiudere le categorie che hanno saputo gestire, dati alla mano, in modo migliore il contenimento del contagio – aggiunge Francesco Chiantanese, artigiano teatrale – Non sappiamo addirittura se ora se possiamo anche solo fare le prove o attività formativa. Siamo completamente abbandonati economicamente a noi stessi, molti di noi non hanno ancora ricevuto il sostegno promesso, e anche chi ne ha avuto diritto, non vede un euro da aprile”.