Scuola, la Rete Nazionale Istituti tecnici al presidio di Siena della Flc Cgil: “Riforma da fermare, rischio impoverimento”

Docenti e studenti in piazza il 7 maggio: “Meno cultura generale e più aziendalizzazione, così si smantella un modello d’eccellenza”

Di Lorenzo Agnelli | 5 Maggio 2026 alle 15:30

Sarà anche la Rete Nazionale Istituti Tecnici a sostenere il presidio in programma giovedì 7 maggio in Piazza del Duomo, davanti alla Prefettura, promosso dalla Flc Cgil Toscana nell’ambito dello sciopero nazionale contro i tagli e la riforma degli istituti tecnici.

Una mobilitazione che, oltre alle sigle sindacali, vede scendere in campo anche una rete spontanea e trasversale di docenti nata dal basso e rapidamente diffusasi in tutta Italia. A raccontarlo è Roberto Vannetti, insegnante tecnico-pratico del laboratorio di fisica all’istituto Sarrocchi di Siena e tra i componenti della rete.

“È partita da un semplice gruppo WhatsApp in Piemonte – spiega – e si è estesa in tutte le regioni. Oggi è una rete nazionale che unisce docenti, dirigenti e personale degli istituti tecnici, preoccupati per le conseguenze del decreto di riforma”.

Al centro della contestazione c’è quella che viene definita una trasformazione profonda del modello formativo. Secondo Vannetti, il nuovo impianto rischia di “impoverire le conoscenze e i saperi”, introducendo una specializzazione precoce già dal primo anno: “A ragazzi di 14 anni viene chiesto di scegliere subito un indirizzo, quando spesso neanche in seconda hanno ancora le idee chiare”.

Tra i punti più critici segnalati dalla rete c’è la riduzione delle ore dedicate alle materie scientifiche di base. “Chimica, fisica e scienze verrebbero accorpate, passando da otto ore a quattro, con un solo docente – sottolinea –. Questo significa una perdita di qualità e una forzatura anche sul piano professionale degli insegnanti”.

Non solo. La riforma prevede anche un anticipo dei percorsi di formazione in azienda, con attività di tipo PCTO (alternanza scuola-lavoro) già dal secondo anno. “È una deriva verso la professionalizzazione precoce – prosegue Vannetti – che rischia di snaturare l’identità degli istituti tecnici, avvicinandoli sempre più ai professionali”.

A preoccupare è anche la tempistica. “Si introduce una riforma a marzo per applicarla già da settembre – aggiunge – senza il tempo necessario per organizzare didattica, programmi e libri di testo. E molte famiglie non sono nemmeno informate dei cambiamenti che riguarderanno i loro figli“.

Per la Rete Nazionale, la posta in gioco è alta: “L’istituto tecnico è un’eccellenza italiana – conclude Vannetti – capace di formare sia professionisti sia studenti pronti per l’università. Il timore è che si vada verso uno smantellamento progressivo, con licei da una parte e percorsi sempre più professionalizzanti dall’altra“.

Il presidio del 7 maggio si inserisce in una giornata di mobilitazione nazionale con l’obiettivo di chiedere una revisione del provvedimento e riaprire il confronto. In piazza, accanto ai sindacati, ci sarà anche questa rete di docenti che rivendica un ruolo attivo nel futuro della scuola pubblica.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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