UniStraSi, il progetto Erasmus BIP al centro del dialogo europeo: lingue e identità per costruire cooperazione

L’Università per Stranieri ospita la terza edizione del programma con Graz e Capodistria: 34 studenti a confronto tra plurilinguismo, frontiere e cittadinanza europea

Di Lorenzo Agnelli | 5 Maggio 2026 alle 14:00

Siena diventa crocevia di culture, lingue e identità grazie al programma Erasmus BIP (Blended Intensive Programmes) coordinato dall’Università per Stranieri di Siena, che per l’edizione 2026 accoglie studenti e docenti dell’Università di Graz (Austria) e dell’Università del Litorale di Capodistria (Slovenia). Il progetto, dal titolo “Lingua italiana, lingue del mondo come spazi di mediazione e cooperazione”, rappresenta il terzo e conclusivo appuntamento di un percorso triennale iniziato nel 2024 a Graz e proseguito nel 2025 a Koper in Slovenia.

Sono 34 gli studenti coinvolti nella tappa senese – 20 provenienti dagli atenei partner e 14 iscritti a Unistrasi – impegnati in una settimana di attività intensive che culmineranno in un lavoro condiviso, frutto di un percorso sviluppato durante l’anno anche attraverso incontri a distanza. Un’esperienza che non è solo formativa, ma anche accademicamente riconosciuta, con crediti e una valutazione finale prevista per il mese di giugno.

“È un’occasione molto importante – spiega la delegata alle relazioni internazionali UniStraSi, Carla Bagna – perché si tratta del primo Erasmus Intensive Programme ospitato dall’Università per Stranieri di Siena, e sarà il primo di una lunga serie. Questo progetto chiude un ciclo triennale che ha visto protagoniste Graz e Capodistria prima di arrivare qui. Gli studenti lavoreranno insieme per una settimana, ma il percorso è iniziato da tempo e proseguirà con attività e un esame finale”.

Al centro del progetto ci sono i concetti di frontiera, identità plurali e plurilinguismo, elementi chiave per comprendere la complessità del mondo contemporaneo. “I punti di forza – sottolinea Simona Bartoli Kucher dell’Università di Graz – sono proprio l’idea dell’incontro, della collaborazione e della cooperazione. In questi anni si è creata una rete di relazioni tra studenti che spesso continua anche dopo la laurea. Nonostante le difficoltà delle distanze, è emersa una forte volontà di restare in contatto e lavorare insieme”.

Un approccio che punta sull’interazione diretta tra culture diverse, come evidenzia anche Nives Zudič Antonič dell’Università del Litorale di Capodistria: “Abbiamo lavorato in gruppi misti, mescolando studenti delle tre realtà. Questo ha permesso non solo di conoscersi, ma anche di produrre materiali concreti: unità didattiche e lavori che raccontano l’esperienza vissuta. Quest’anno presenteremo il secondo volume di questi progetti, realizzati interamente dagli studenti”.

Il percorso si arricchisce anche di una dimensione narrativa e multimediale. La giornalista Martina Vocci, coinvolta nel progetto già nella scorsa edizione, segue anche quest’anno i partecipanti nella realizzazione di un reportage video: una sorta di diario collettivo capace di raccontare il valore dell’esperienza attraverso immagini e testimonianze dirette.

“Credo che questo sia il senso della civiltà europea – afferma Vocci – essere diversi ma insieme. In un momento storico segnato da tensioni geopolitiche, vedere studenti di Paesi diversi lavorare fianco a fianco per un obiettivo comune è un messaggio forte. È un modo concreto per costruire dialogo, conoscenza reciproca e futuro“.

Un progetto che guarda dunque oltre i confini accademici, trasformando la lingua italiana in uno strumento di mediazione culturale e di cooperazione internazionale. E che, proprio da Siena, rilancia il valore di un’Europa fatta di differenze che diventano risorsa condivisa.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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