Cultura diffusa, l’assessora regionale Cristina Manetti ad Abbadia San Salvatore

L’assessora: “Luoghi che raccontano l’identità di una comunità e possono essere motore di nuova vitalità”

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Prosegue ad Abbadia San Salvatore in provincia di Siena il viaggio dell’assessora alla cultura Cristina Manetti alla scoperta della cultura diffusa della Toscana. Oggi una nuova tappa del tour che sta portando l’assessora nei territori per conoscere da vicino musei, teatri, biblioteche e luoghi della cultura, incontrando amministratori e operatori e raccogliendo esigenze e progetti.
Ad accompagnare Manetti nella visita di oggi sono stati il sindaco di Abbadia San Salvatore Niccolò Volpini, l’assessora comunale alla cultura Francesca Mariottini e il direttore del Museo di Arte Sacra Paolo Castrini.

“Abbadia San Salvatore racconta in modo straordinario cosa significa cultura diffusa – ha detto Manetti – perché qui la cultura coincide con la storia e con l’identità stessa della comunità. La miniera ha accompagnato lo sviluppo di questo territorio tra Ottocento e Novecento e oggi il Parco Museo Minerario ne mantiene viva la memoria, insieme a un patrimonio di archeologia industriale che merita di essere recuperato e valorizzato. Accanto a questo ci sono luoghi di eccezionale valore come l’Abbazia, legata alla storia del Codex Amiatinus, il Museo di Arte Sacra e il Cinema Teatro Amiata. Presìdi diversi, ma uniti dalla capacità di raccontare il territorio e di continuare a farlo vivere. È proprio questo il senso del nostro viaggio nella Toscana della cultura diffusa: partire dai luoghi, ascoltare chi li cura ogni giorno e lavorare insieme perché il patrimonio culturale sia sempre più un elemento di crescita, partecipazione e vitalità delle comunità”.

La prima tappa è stata al Parco Museo Minerario di Abbadia San Salvatore, realtà inserita nei circuiti museali regionali e uno dei principali attrattori culturali dell’Amiata. Un luogo che conserva e restituisce la memoria della miniera di mercurio, la cui attività, avviata alla fine dell’Ottocento, ha segnato profondamente lo sviluppo economico, sociale e urbanistico della comunità. Il complesso rappresenta oggi anche un importante patrimonio di archeologia industriale da conservare e valorizzare. La documentazione regionale indica il museo come uno dei più frequentati della provincia senese.

Il percorso è proseguito all’Abbazia del Santissimo Salvatore, uno dei luoghi simbolo dell’Amiata e complesso di grande rilievo nella storia medievale toscana. Legata secondo la tradizione alla fondazione longobarda di Ratchis, l’abbazia conobbe il suo periodo di maggiore splendore tra il X e il XII secolo. Particolarmente suggestiva la cripta con le sue trentadue colonne. L’abbazia ha inoltre custodito per quasi mille anni il celebre Codex Amiatinus, la più antica copia manoscritta completa della Bibbia in latino, oggi conservata alla Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze.

Manetti ha quindi visitato il Museo di Arte Sacra, che conserva testimonianze del patrimonio storico e religioso dell’abbazia e del territorio, e il Cinema Teatro Amiata, altro presidio culturale della città. Costruito nel 1930 nel periodo di espansione legato all’attività mineraria, il teatro è oggi inserito nel circuito di Fondazione Toscana Spettacolo e rappresenta un punto di riferimento per la vita culturale dell’area amiatina. Per la struttura è inoltre in preparazione un progetto da presentare al bando regionale dedicato ai teatri, con interventi sugli arredi.



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