Dimissioni ospedaliere e assistenza, Baragatti (SdS Senese): "Più attenzione ai percorsi a lungo termine"

Il direttore della Società della Salute Senese illustra gli strumenti previsti nel passaggio dall’ospedale al territorio: "Nel primo semestre gestite circa 800 segnalazioni e attivati 950 percorsi"

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La testimonianza della famiglia senese che ha denunciato le difficoltà incontrate nell’assistenza a un anziano non autosufficiente dopo le dimissioni dall’ospedale ha riacceso l’attenzione sui percorsi di presa in carico dei pazienti e sul sostegno garantito ai loro familiari.

Partendo dalle questioni sollevate dalla vicenda, il direttore della Società della Salute Senese, Lorenzo Baragatti, ha illustrato il funzionamento dei percorsi previsti nel passaggio dall’ospedale al territorio.

“Il percorso prevalente nella fase successiva alle dimissioni passa attraverso la Centrale operativa territoriale, la Cot – spiega Baragatti –. È una struttura deputata a gestire le transizioni tra ospedale e territorio nei casi complessi e anche tra le diverse strutture territoriali”.

L’attivazione spetta al reparto che ha in carico il paziente durante il ricovero. La Centrale operativa territoriale procede quindi alle valutazioni sanitarie e sociosanitarie e, insieme alla famiglia, individua la soluzione più adatta. Le possibilità principali sono il ritorno a casa con l’assistenza domiciliare, il passaggio attraverso l’ospedale di comunità oppure l’inserimento in una struttura riabilitativa.

“L’assistenza domiciliare è di tipo prestazionale e non prevede la presenza del personale per tutte le 24 ore – precisa Baragatti –. Chiediamo che l’attivazione da parte della struttura ospedaliera avvenga il prima possibile, per consentire al territorio di preparare l’accoglienza a domicilio”.

Secondo il direttore della Società della Salute, la fase immediatamente successiva alle dimissioni può contare su un sistema ormai consolidato. “Nel primo semestre abbiamo gestito circa 800 segnalazioni e attivato circa 950 percorsi. L’aspetto sul quale dobbiamo porre maggiore attenzione è ciò che accade successivamente, al termine della permanenza nell’ospedale di comunità o nella struttura riabilitativa”.

Anche la vicenda segnalata dalla famiglia è in fase di ricostruzione, per comprendere lo sviluppo del percorso successivo alla riabilitazione. Il tema centrale diventa soprattutto la gestione nel lungo periodo, quando il paziente torna stabilmente nella propria abitazione e i familiari non sono in grado di garantirgli da soli un’assistenza continuativa.

Baragatti indica nel Punto unico di accesso, presente nelle Case della comunità, il riferimento per avviare i percorsi assistenziali a lungo termine. “La segnalazione viene trasmessa all’Unità di valutazione multidimensionale – spiega – che nell’arco di poche settimane effettua le valutazioni sanitarie, sociali e sociosanitarie, coinvolgendo anche il medico di medicina generale”.

Al termine dell’istruttoria viene definito il sostegno più adeguato. “Può essere previsto il mantenimento a domicilio attraverso l’assistenza infermieristica o riabilitativa, il ricorso a un assistente familiare oppure un sostegno residenziale permanente. In quest’ultimo caso devono essere presenti i requisiti stabiliti dalla Regione per l’accesso in Rsa con il contributo del Servizio sanitario nazionale”.

Il direttore della Società della Salute richiama inoltre il servizio regionale “Sostegno alla fragilità anziani”, precedentemente denominato “Pronto Badante”. “La famiglia può contattare un numero regionale e viene successivamente richiamata dagli operatori convenzionati con la Società della Salute Senese – afferma Baragatti –. Se la condizione di fragilità estrema si presenta per la prima volta, è previsto un primo sostegno di 30 ore, corrispondente a un contributo di 300 euro. La persona viene poi indirizzata nel percorso per la ricerca di un assistente familiare, anche attraverso la collaborazione dei centri per l’impiego”.

“Sui percorsi a lungo termine dobbiamo impegnarci tutti di più – conclude Baragatti – tenendo conto delle aspettative e delle possibilità della famiglia, delle regole del Servizio sanitario nazionale e delle risorse disponibili”.

Filippo Meiattini

Filippo Meiattini è nato a Siena il 13 gennaio del 1999. A febbraio del 2021 è diventato giornalista pubblicista. Non ama parlare di sé, soprattutto in terza persona.



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