“Durante il precedente Consiglio avevo detto che era necessario lavorare, in termini strategici come richiesto anche dalle organizzazioni sindacali, sulla riduzione della platea degli eventuali esuberi, attraverso strumenti quali internalizzazioni e accompagnamenti alla pensione, per l’attivazione di percorsi di formazione e riqualificazione e per favorire il ricorso agli ammortizzatori sociali solo come misura residuale. L’accordo risponde in buona parte a quell’auspicio”. Così il Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, ha risposto all’interrogazione presentata oggi, martedì 14 aprile, durante la seduta del Consiglio comunale, dai consiglieri del gruppo Partito Democratico (Alessandro Masi, Anna Ferretti, Luca Micheli, Giulia Mazzarelli, Gabriella Piccinni), sugli annunciati esuberi tra i lavoratori di Engineering a Siena.
“Durante il precedente Consiglio del 26 marzo – ha spiegato il Sindaco –, avevo affermato che il Comune di Siena, da sempre sensibile alle problematiche occupazionali, avrebbe continuato a seguire con la massima attenzione l’evoluzione della vertenza e che avrei mantenuto un costante raccordo con le organizzazioni sindacali e con i rappresentanti dei lavoratori; così è stato e per questo posso oggi fornire un aggiornamento sullo stato della vertenza Engineering. Se alla data dello scorso Consiglio permanevano distanze tra le parti, in particolare sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali e sulle modalità di gestione degli esuberi, e quindi il quadro restava ancora incerto e in evoluzione, passi in avanti ci sono stati durante il nuovo incontro che si è svolto il 10 aprile fra Engineering e le organizzazioni sindacali (Fim, Fiom, Uilm) con il supporto di Unindustria, che hanno condiviso un verbale di intenti per gestire criticità aziendali con impatti occupazionali”.
“Premesso che – ha proseguito Fabio – per quanto riguarda l’impatto sul territorio senese, anche allo stato attuale non risultano ancora definiti numeri puntuali relativi agli eventuali esuberi sul sito di Siena, che coinvolge oltre centoventi lavoratori, e che le motivazioni indicate dall’azienda si inseriscono in un più ampio processo di riorganizzazione industriale a livello nazionale, legato a dinamiche strutturali del settore Ict e alla revisione del piano industriale, posso rappresentare i punti principali dell’accordo sottoscritto, con particolare riferimento alla gestione degli esuberi: ricorso al Contratto di Solidarietà (maggio 2026 – aprile 2027); riduzione dell’orario di lavoro per evitare licenziamenti; formazione e riqualificazione, con investimenti superiori al 2025; monitoraggio continuo con le rappresentanze sindacali, con verifiche periodiche sull’andamento dell’accordo e collegamento con il piano industriale 2026–2027; riduzione degli esuberi di oltre centocinquanta unità; internalizzazione di attività prima esternalizzate; priorità alla ricollocazione interna tramite annunci di lavoro; valorizzazione delle competenze dei lavoratori; percorsi incentivati verso la pensione (su base volontaria); sostegno economico, con integrazione salariale fino al 75% della retribuzione persa e mantenimento di alcuni benefit”.
“Nei giorni scorsi – ha aggiunto il Sindaco –, poi, è stata raggiunta un’ipotesi di intesa finalizzata a definire un percorso strutturato per la gestione della crisi dichiarata dall’impresa alla fine di gennaio scorso. Il comunicato diffuso in merito dai sindacati conferma sostanzialmente quanto ho già descritto e aggiunge che è stato condiviso un calendario che prevede un nuovo incontro in data 21 aprile, finalizzato alla formalizzazione dei testi definitivi dell’accordo; la parola spetta infatti ora alle assemblee nei vari siti aziendali e proprio questa mattina si tiene l’assemblea nello stabilimento di Siena”.
“Durante il precedente Consiglio – ha evidenziato il Sindaco – avevo detto che era necessario lavorare, in termini strategici come richiesto anche dalle organizzazioni sindacali, sulla riduzione della platea degli eventuali esuberi attraverso strumenti quali internalizzazioni e accompagnamenti alla pensione, per l’attivazione di percorsi di formazione e riqualificazione e per favorire il ricorso agli ammortizzatori sociali solo come misura residuale. Mi pare che l’accordo risponda in buona parte a quell’auspicio, e che punti quindi a gestire le difficoltà aziendali senza soluzioni traumatiche, attraverso solidarietà, formazione, ricollocazione interna e strumenti di sostegno al reddito, con l’obiettivo di salvaguardare l’occupazione e accompagnare la trasformazione industriale”.
“Il Comune – ha concluso Nicoletta Fabio – continuerà comunque a svolgere il proprio ruolo con responsabilità, nella consapevolezza che la tutela del lavoro e delle competenze rappresenta una priorità assoluta, da affrontare con spirito unitario. Ribadisco la disponibilità ad attivare ogni interlocuzione utile con i livelli regionali e con il Governo nazionale, qualora la vertenza lo richieda, affinché siano messe in campo tutte le misure possibili a salvaguardia dei lavoratori e affinché si adotti un approccio non selettivo ma complessivo a livello di gruppo per ridurre al massimo l’impatto su Siena”.
Il consigliere Alessandro Masi (Pd), che ha illustrato l’interrogazione, si è dichiarato “parzialmente soddisfatto, rispetto alla annunciata diminuzione degli esuberi dapprima paventati per Engineering e per l’attivazione delle misure per la riqualificazione e ricollocazione dei suoi lavoratori. Rimane però il fatto che la nostra Città e questo territorio continuano a perdere posti di lavoro. Così abbiamo bisogno di garantire e di accrescere l’occupazione: è questa la responsabilità della politica, oltre gli schieramenti e la dialettica tra maggioranza ed opposizione. Per quello che possiamo fare come opposizione, abbiamo quindi il dovere di avvertire e mantenere alta l’attenzione sulle diverse crisi aziendali, come – sempre stamani – su Beko, con il massimo sostegno al Comune, alle altre Istituzioni ed ai sindacati nella relazione con le aziende, a salvaguardia dei lavoratori e dell’occupazione. Nelle crisi delle imprese si assiste sempre alla medesima modalità: si annunciano revisioni industriali ed esuberi e poi si tratta sugli ammortizzatori. Come comunità locale, però, diminuire i danni annunciati non basta. La capacità reputazionale e la qualità del nostro territorio e dei suoi elevati indici di sostenibilità meritano maggiore rispetto dei livelli occupazionali. Così, insieme a curare l’attrattività lavorativa del territorio, occorre legare i progetti imprenditoriali a Siena anche con la relazione istituzionale quotidiana”.