Ex Beko di Siena, il 1° ottobre nuovo giorno della verità per la reindustrializzazione

A un anno esatto dalla visita del Ministro Urso, i sindacati convocati al Mimit attendono il nome dell'investitore

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Potrebbe essere ancora una volta il 1° ottobre la data chiave per il futuro dell’ex Beko di Siena. Esattamente un anno dopo la visita del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che il 1° ottobre 2025 aveva sancito il passaggio di proprietà dello stabilimento di viale Toselli, il dossier torna sul tavolo del Ministero. Per quella data i sindacati sono stati convocati a Roma e l’attesa è tutta per conoscere il nome del soggetto che dovrà guidare la reindustrializzazione del sito. Scherzi del destino, o del calendario se si vuole, proprio quello che i lavoratori hanno presentato lo scorso dicembre e che oggi porta una data segnata in rosso: il 1 ottobre.
Un passaggio decisivo per una vertenza diventata simbolo non solo per Siena, ma per l’intera Toscana. Nel frattempo lo scenario è cambiato: circa la metà dei 299 lavoratori ha scelto di aderire all’uscita volontaria incentivata prevista dall’accordo sottoscritto al Ministero.

“Confidiamo di poter conoscere il nome o i nomi di chi andrà a reindustrializzare quel sito – sottolinea Daniela Miniero della Fiom Cgil Siena -. Ci aspettiamo che portino un piano industriale credibile e di lunga durata, di lungo respiro, che possano assorbire tutta la forza lavoro e soprattutto che possano offrire a quei lavoratori la stessa qualità del lavoro che hanno perso. Quindi con tutte le tutele che in qualche modo in questi due anni sono stati congelate”.
“L’uscita volontaria di circa metà dei lavoratori è un bicchiere mezzo vuoto – sostiene Miniero -. Quelli che sono rimasti hanno creduto nella rivendicazione del diritto al lavoro che avevano prima, un lavoro di qualità con un determinato salario, con determinate tutele contrattuali. Se sono rimasti vuol dire che hanno creduto nella vertenza e questo è la nostra vittoria”.

Cristian Lamorte

Giornalista dal 2006 ama il suo mestiere perché gli consente di alzarsi ogni mattina senza sapere cosa farà del resto del giorno. Ama le storie, quelle da leggere e quelle da raccontare. Detesta chi guarda invece che osservare, predilige un ricco silenzio ad un povero sproloquio. Nel tempo libero si dedica ai libri e al cammino, in un costante passo dopo passo lungo la linea sottile tra ragione e follia. La stessa linea che lo spinge a ricercare ogni giorno, dopo essersi svegliato, una nuova pagina da scrivere.



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