Cinquantacinque anni di storia e una vocazione che continua a rinnovarsi senza perdere il legame con il territorio. Torna da sabato 25 luglio Forme nel Verde, la più antica rassegna di arte ambientale d’Italia, nata nel 1971 da un’intuizione di Mario Guidotti e oggi promossa dal Comune di San Quirico d’Orcia con la direzione artistica di Carlo Pizzichini.
L’edizione 2026 propone un percorso che mette al centro il tema del viaggio, fisico e interiore, affidandolo alla ricerca dello scultore veneziano Gianfranco Meggiato, alla satira tridimensionale del fumettista senese Emilio Giannelli e allo sguardo delle nuove generazioni rappresentate dagli studenti delle Accademie di Belle Arti italiane.
Il titolo della mostra di Meggiato, “IN ITINERE. L’Uomo Quantico in cammino. Un viaggio interiore lungo la via Francigena“, diventa la chiave di lettura dell’intera manifestazione. Un viaggio che attraversa luoghi e significati, seguendo il percorso di quello che Pizzichini definisce “l’uomo quantico”.
“L’idea di In itinere – spiega il direttore artistico – è proprio il viaggio di un uomo quantico, rappresentato bene non solo dall’opera ma anche dalla figura di Gianfranco Meggiato. È un artista che si rapporta al mondo sentendosi parte di esso. L’uomo quantico non è mai isolato, ma vive in relazione continua con ciò che lo circonda. Questo è uno degli stimoli scientifici del suo lavoro, che si unisce all’armonia e alla forza formale delle sue sculture”.

Un concetto che si traduce in una vera e propria mostra diffusa, capace di estendersi ben oltre gli spazi espositivi tradizionali. Le opere prenderanno posto negli storici Horti Leonini, ma anche nel prato delle armi della Festa del Barbarossa, lungo la Via Francigena e nel centro storico di San Quirico, trasformando il borgo in un itinerario artistico a cielo aperto.
“Le sculture monumentali diventano tappe di un percorso – racconta Pizzichini – che accompagna il visitatore fino ai Cipressini, uno dei luoghi simbolo della Toscana e della Val d’Orcia. Qui sarà collocata una scultura alta oltre sei metri che dialogherà con il paesaggio, con le notti stellate e con la luce di questi luoghi straordinari. È davvero una mostra da percorrere e da vivere”.

Se il paesaggio esterno diventa parte integrante dell’esposizione, Palazzo Chigi Zondadari rappresenta il cuore museale della manifestazione. Un ruolo che negli anni si è consolidato e che l’amministrazione comunale punta a valorizzare ulteriormente.
“Stiamo lavorando affinché Palazzo Chigi diventi sempre più un luogo museale permanente – sottolinea Pizzichini –. Le sue sale si prestano magnificamente ad accogliere progetti culturali di alto livello”.
Tra le principali novità di quest’anno spiccano i 32 disegni inediti di Gianfranco Meggiato, esposti per la prima volta al pubblico.
“È un evento importante – spiega il direttore artistico – perché Meggiato, nel corso della sua lunga carriera, non aveva mai presentato una raccolta così ampia di disegni. Accanto alle sculture, permetteranno di entrare nel laboratorio creativo dell’artista”.

L’altro grande protagonista dell’edizione 2026 è Emilio Giannelli, storico vignettista senese del Corriere della Sera, che presenta le sue celebri figure in terracotta, nate come naturale estensione tridimensionale del suo universo satirico.
“Sono opere quasi inedite – racconta Pizzichini – e rappresentano una curiosità straordinaria. Giannelli trasferisce nella scultura la stessa capacità di osservazione e sintesi che troviamo nelle sue vignette. Ci sono personaggi politici, figure ecclesiastiche ma anche persone comuni, raccontate con ironia e profondità”.

La mostra include anche gli acquerelli originali realizzati dall’artista per le brocche del Barbarossa dedicate agli ottocento anni di San Francesco, ispirati agli affreschi di Giotto della Basilica Superiore di Assisi.
Grande spazio viene riservato anche al futuro della scultura contemporanea. Al primo piano di Palazzo Chigi trova infatti posto Forme nel Verde Young 2026, che quest’anno registra numeri record: “Abbiamo ricevuto la partecipazione di venti studenti provenienti da dieci Accademie di Belle Arti italiane, da Reggio Calabria a Milano – evidenzia Pizzichini –. È una panoramica straordinaria dei linguaggi, delle tecniche e delle ricerche che stanno caratterizzando la giovane scultura italiana. Un segnale molto incoraggiante per il futuro di Forme nel Verde e dell’arte contemporanea”.
