Sulla soglia della coscienza: a San Quirico d'Orcia Maria Elena Delia racconta la storia di chi ha sfidato il silenzio per Gaza

Insieme all'autrice e portavoce della Global Sumud Flottilla la segretaria provinciale Cgil Siena Alice D’Ercole: "L’indifferenza produce ingiustizia"

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C’è un luogo, nel cuore della Via Francigena, dove le storie continuano a incontrarsi. È la soglia della vineria letteraria Vald’O, a San Quirico d’Orcia, che ancora una volta si è trasformata in uno spazio di confronto e riflessione grazie al “Magnifico Non-Festival sulla soglia”. Un appuntamento che, nel segno del dialogo e della partecipazione civile, ha ospitato la presentazione del libro “Global Sumud Flotilla – La storia siete voi” di Maria Elena Delia.

Un libro che racconta una delle più significative mobilitazioni internazionali di solidarietà verso il popolo palestinese, ma che soprattutto prova a restituire un volto e una voce a chi quella storia l’ha costruita dal basso e l’ha vissuta vivamente sulla propria pelle. Persone comuni, lontane dai palazzi del potere e dalle stanze della diplomazia, che hanno deciso di non restare spettatrici.

Non è un caso che Delia abbia voluto sottolineare proprio questo aspetto, nel corso dell’incontro: “È emozionante essere qui sulla Via Francigena – racconta – un luogo che nei secoli ha visto passare persone di ogni provenienza e condizione. Anche il mio libro parla di persone. Molti ricordano la Global Sumud Flotilla per la sua dimensione politica, mediatica o umanitaria, io ho sentito il bisogno di raccontarne l’aspetto umano, chi c’era davvero dietro quella missione: chi era sulle barche, nelle piazze, negli equipaggi di terra. Ho cercato di raccontare alcune di quelle vite per mettere in evidenza ciò che per me è stato l’aspetto più importante: persone normali, insegnanti, pensionati, casalinghe, giornalisti, avvocati, senza ruoli istituzionali particolari, sono state capaci di compiere qualcosa di straordinario”.

Per l’autrice, la forza della Flotilla non è stata soltanto il messaggio politico, ma la dimostrazione concreta che la società civile può ancora incidere sulla realtà: “È una storia di popolo – prosegue – una storia di persone che decidono di riappropriarsi del proprio potere e di provare a cambiare le cose in maniera pacifica e non violenta. E ci sono riuscite, dando uno scossone a equilibri politici che sembravano inscalfibili”.

Un racconto che inevitabilmente si intreccia con il presente e con le profonde divisioni che il conflitto israelo-palestinese continua a generare nel dibattito pubblico. Delia non nasconde le critiche ricevute e rivolte al movimento e a chi ha partecipato a questa straordinaria missione di pace e di aiuto umanitario.

“Ci hanno definito radical chic, provocatori, incoscienti, figli di papà. Ma la verità è che al potere fa paura vedere persone che si uniscono e diventano popolo, fa paura vedere milioni di persone scendere in piazza, fa paura quando la società civile decide di non restare in silenzio. Noi volevamo semplicemente affermare una cosa che dovrebbe essere ovvia per chiunque abbia intelligenza ed empatia: un genocidio non è accettabile“.

Accanto a Delia sono intervenute anche Alice D’Ercole, segretaria provinciale della Cgil Siena, e Irene Bettollini dell’Anpi di Montepulciano. La presenza del sindacato all’incontro è stata rivendicata come una scelta di grande responsabilità civile: “Non potevamo non esserci – ha affermato D’Ercole – perché non dobbiamo spegnere la luce. Ci era stato raccontato un progetto di pace, ma oggi continuiamo a vedere una realtà fatta di colonizzazione, di valichi chiusi, di assenza di cibo e acqua, di diritti umani negati. È responsabilità collettiva rompere il muro del silenzio“.

Parole che hanno richiamato uno dei temi centrali della serata: il rapporto tra memoria, coscienza e partecipazione: “Il silenzio – ha proseguito la segretaria della Cgil – ci consegna all’indifferenza, e l’indifferenza lacera e produce ingiustizia. Per questo siamo qui, ogni occasione che accende una luce rappresenta una speranza in più che le coscienze si smuovano. Oggi c’è ancora bisogno di aiuti umanitari, di corridoi sicuri, di dignità per un popolo che continua a soffrire. C’è bisogno di riconoscere il diritto del popolo palestinese a esistere e a vivere in pace”.

Sul selciato della Francigena, dove da secoli transitano viaggiatori, pellegrini e storie, il “Magnifico Non-Festival sulla soglia” ha così offerto molto più di una semplice presentazione letteraria, ha proposto una riflessione sul significato dell’impegno civile e sulla capacità delle persone comuni di incidere nella storia. Perché, come suggerisce il titolo del libro di Maria Elena Delia, la storia non appartiene soltanto ai grandi leader o agli eventi che finiscono nei manuali, a volte nasce da chi decide di non voltarsi dall’altra parte. E di attraversare una soglia.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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