Freno licenze ed estensione zona 1, le posizioni di Confcommercio e Confesercenti

La proposta arriva dall’assessore al commercio e turismo Tirelli. Confcommercio approva, Confesercenti soddisfatta ma pone all’attenzione due questioni

Commercio e licenze, come dichiarato dall’assessore Tirelli in Consiglio comunale, il Comune pensa all’allargamento della Zona 1 a quasi tutto il centro storico, considerando anche misure per limitare le aperture di attività incompatibili con le esigenze di tutela dell’area.  Il consigliere PD Bruno Valentini nella seduta di ieri del consiglio comunale, a seguito di una recente indagine di Confcommercio che ha evidenziato come “negli ultimi dieci anni nelle città italiane, compresa la nostra, i negozi al dettaglio, con eccezione di bar, ristoranti ed esercizi destinati alla somministrazione di bevande e alimenti, siano diminuiti” aveva chiesto se l’attuale amministrazione intende introdurre un’ulteriore fascia di limitazione e tutela oltre la “zona 1” per contingentare nuove aperture senza aumentare il numero di licenze nell’area in questione.

“Quello del blocco delle licenze e l’estensione della zona 1 – ha detto Daniele Pracchia di Confcommercio ai microfoni di Siena Tv – è un tema già affrontato in passato, giustamente ripreso dall’assessore Tirelli. Negli ultimi anni c’è stata una proliferazione incontrollata fuori dal centro storico di attività di somministrazione, a danno di attività commerciali tradizionali, di contro si è verificato un aumento di offerta nella ristorazione, non sempre di eccellente qualità. Un freno al dilagare delle autorizzazioni va data, ma bisogna tener conto che nella scelta imprenditoriale bisogna dare dei margini di manovra, ci auguriamo venga codificato in modo puntuale il discorso degli spostamenti nella zona alle attività che rimangono dentro la perimetrazione, così che si spostino in modo agevole”. “Il provvedimento, che spero porti benefici – continua – ci piacerebbe venisse accompagnato ad un’azione forte, con un invito alla ricerca di maggiore professionalità, per alzare il livello e le performances aziendali, che già tanti ben offrono”.

“Indubbiamente la soluzione proposta va incontro anche alle nostre richieste – aggiunge a Siena Tv Valter Fucecchi – Abbiamo già infatti detto che le città si trasformano in mangimifici, teniamo conto che oltre il 40% delle attività che aprono poi chiudono entro 3 anni, non c’è molta cultura imprenditoriale, un fatto che colpisce la qualità e il lavoro degli altri operatori. Allargare la zona 1 e mettere un tetto va bene, ma ci sono questioni che andranno viste in una fase di concertazione. A mio avviso vanno evitate due problematiche: senza una zonizzazione precisa si rischia l’accorpamento in un’unica area, poi si deve lasciare la possibilità a zone più marginali di ottenere l’effetto “Camollia”. Basta passarci la sera per avere soddisfazione, l’aggregazione giusta porta ricchezza”