Un primo anno di governo all’insegna del “riformismo del fare” per Eugenio Giani, una maggioranza più solida e meno conflittuale di quanto si potesse immaginare per i suoi alleati, ma un bilancio decisamente negativo secondo il centrodestra. Il Giani Bis, sostenuto dalla coalizione del Campo Largo, arriva al primo giro di boa della legislatura con giudizi profondamente differenti tra chi governa e chi siede all’opposizione.
A tracciare il bilancio è innanzitutto il presidente della Regione Eugenio Giani, che rivendica il consenso ottenuto alle elezioni e il lavoro portato avanti dalla Giunta. “Con il 54% dei consensi ho potuto costruire una maggioranza ampia che potesse spingere verso progetti importanti”, sottolinea. Tra le priorità indica le infrastrutture, il rafforzamento dei servizi e soprattutto la sanità pubblica, che continua a rappresentare uno degli assi portanti dell’azione regionale. Giani richiama anche le misure di welfare, dagli asili nido e libri gratis al progetto Vita indipendente, che coinvolge circa 2.200 persone con disabilità e non autosufficienti.
Il presidente difende il cosiddetto modello Toscana, richiamando il terzo posto della Regione per i Livelli Essenziali di Assistenza e le risorse messe in campo per sostenere il sistema sanitario nonostante le difficoltà legate al finanziamento nazionale. Tra i risultati rivendicati anche la legge sul Dopo di noi, diventata un riferimento per altre Regioni. Quanto alla tenuta della maggioranza, Giani respinge i timori iniziali legati alla sua eterogeneità: le divergenze su temi delicati, dal piano faunistico venatorio alla gestione dei rifiuti, sono state superate e il presidente guarda ora ai prossimi appuntamenti, a partire dalle leggi sulle aree idonee per le energie rinnovabili.
Una valutazione sostanzialmente positiva arriva anche dal capogruppo del Partito Democratico Simone Bezzini. Il primo anno, osserva, si è sviluppato in un contesto internazionale ed economico complesso, segnato dal caro vita e dalle difficoltà di famiglie e imprese. In questo scenario la Regione ha cercato di intervenire anche su ambiti che, secondo Bezzini, dovrebbero trovare maggiore risposta a livello nazionale. Le manovre di bilancio hanno privilegiato il sostegno agli investimenti e ai Comuni, mentre la difesa della sanità pubblica resta una priorità, nonostante quelli che il capogruppo definisce i tagli del Governo. Tra i prossimi passaggi legislativi indica le norme sull’energia e sull’agricoltura.
Più articolato, ma sempre positivo, il giudizio del Movimento 5 Stelle. Per il consigliere regionale Luca Rossi Romanelli, il bilancio è “molto più positivo di quanto avremmo immaginato“. La maggioranza, secondo l’esponente pentastellato, ha dimostrato una capacità di confronto superiore alle aspettative, trasformando la propria eterogeneità in un’opportunità. Il M5S rivendica inoltre il riconoscimento del proprio ruolo all’interno della coalizione: non un’opposizione interna, ma una forza di maggioranza con piena legittimità di avanzare proposte e contribuire alle scelte della Regione. Energia, agricoltura, sanità e reindustrializzazione sono i principali tavoli sui quali il Movimento intende incidere nei prossimi mesi.
Di tutt’altro tenore il giudizio delle opposizioni. Per Alessandro Tomasi, esponente di Fratelli d’Italia, quello del Giani Bis è stato “un anno perso“. Il candidato presidente, oggi consigliere, del centrodestra alle regionali contesta soprattutto la gestione delle società e degli organismi regionali, a suo giudizio rimasti commissariati troppo a lungo, e punta il dito contro una sanità che avrebbe impiegato un anno per arrivare alla nomina del direttore generale e che rischierebbe di chiudere con un disavanzo superiore ai 400 milioni di euro. Nel mirino anche le politiche per la casa, il diritto allo studio e i trasporti, con particolare riferimento ai disservizi registrati nelle aree più disagiate. La critica di Tomasi è soprattutto politica :”La Toscana galleggia grazie agli imprenditori, agli uomini e alle donne della sanità, ai commercianti e agli artigiani. Manca qualcuno che governi questa Regione e aggredisca i problemi fondamentali”, sostiene, accusando la Giunta di non avere una visione e una guida sufficientemente incisive.
Ancora più duro il consigliere regionale di Forza Italia Marco Stella, che definisce il primo “anno disastroso“. Nel mirino finiscono l’andamento dell’economia regionale, le difficoltà dei distretti industriali e quella che considera una scarsa produzione legislativa del Consiglio regionale. Stella contesta inoltre gli equilibri politici interni alla coalizione, accusando il Campo Largo di essere tenuto insieme più dalla distribuzione degli incarichi che da una reale condivisione di un progetto di governo. Nel suo giudizio, Italia Viva avrebbe assunto un peso eccessivo nelle dinamiche della maggioranza, mentre Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi Sinistra non riuscirebbero a incidere adeguatamente.
Il primo anno del Giani Bis restituisce dunque due fotografie opposte. Da una parte una maggioranza che, pur nelle differenze, rivendica la capacità di trovare una sintesi e portare avanti il proprio programma; dall’altra un’opposizione che denuncia immobilismo, difficoltà economiche e assenza di una strategia. La vera verifica arriverà ora sui dossier ancora aperti: sanità, energia, agricoltura, infrastrutture e sviluppo economico. Sarà soprattutto da questi temi che si misurerà la capacità del Campo Largo di trasformare la tenuta politica in risultati concreti per la Toscana.