Tensione e preoccupazione a Siena per le condizioni in cui si trovano a vivere diversi richiedenti asilo costretti a dormire all’addiaccio in attesa dell’inserimento nei centri di accoglienza. A sollevare con forza la questione è la rete cittadina SiSolidal, che denuncia quanto accaduto nella serata di venerdì 6 novembre presso il parcheggio multi-piano “Il Duomo”, dove si sarebbero verificati nuovi sgomberi con il sequestro dei pochi beni di riparo in possesso dei migranti.
Di seguito riportiamo integralmente la nota stampa diffusa dalla rete SiSolidal:
“Ieri sera, venerdì 6 novembre 2026, è giunta l’informazione ad uno dei volontari di SiSolidal che, per l’ennesima volta, le coperte e gli altri materiali di molti dei richiedenti asilo che dormono nel Parcheggio “Il Duomo” a causa dei lunghi tempi per l’ingresso in accoglienza, erano stati sottratti e buttati via. Alcuni volontari si sono così recati sul posto per portare tè caldo e coperte termiche a chi era rimasto senza nulla con cui coprirsi.
Il presente comunicato è per denunciare quelli che riteniamo essere comportamenti che stanno mettendo in pericolo la salute e la vita stessa di persone la cui unica colpa è quella di non avere un posto in cui dormire.
Non vogliamo questa volta indugiare di fronte alla necessità, storica ed etica, di chiamare le cose con il loro nome. Questi comportamenti, portati avanti dal Comune a mezzo della polizia municipale e in nome di ordinanze comunali emesse dall’attuale Giunta, sono disumani e non più giustificabili. Nessuna ordinanza può essere legittima laddove il suo rispetto porta ad infrangere le leggi base della nostra Costituzione e del nostro ordinamento: il diritto alla salute e alla vita delle persone e il diritto ad una vita dignitosa. A seguito dei continui controlli da parte delle forze dell’ordine nei confronti di queste persone, possiamo dire di non essere più solo di fronte ad un processo di criminalizzazione della povertà, ma ad una inaccettabile messa in pericolo del benessere fisico e psichico di persone che hanno tutto il diritto di stare sul nostro territorio, avendo manifestato la volontà di richiedere asilo, e che dovrebbero essere inserite nel tempo più breve possibile, secondo la normativa italiana ed europea, in un centro di accoglienza.
Ieri sera, un gruppo di richiedenti asilo provenienti dal Pakistan ci ha portato in giro per il parcheggio “Il Duomo”, mostrandoci quella che, scherzando, hanno definito “casa loro” e scusandosi per la mancanza di una cucina con la quale poterci preparare e offrire un tè. Perché per queste persone l’ospitalità è ancora una cosa seria e sacra.
Ci hanno fatto vedere gli spazi in cui dormono e che utilizzano cercando di essere il meno possibile di intralcio agli abitanti locali. Selezionano i piani più bassi, dove non passa quasi mai nessuno. Dormono sui marciapiedi, e mai nei posti macchina, perché “noi sappiamo che occupare un posto macchina è illegale, e non siamo gente che infrange le leggi”. A parte, naturalmente, la sacra legge del decoro, per cui non avere una casa in cui dormire è il reato più abietto che si possa commettere.
Dai racconti di queste persone è emersa l’abitudine a praticare una vera e propria arte dell’invisibilità, in cui la maggior parte di loro ormai eccelle: il passo felpato, la voce bassa, le traiettorie meno appariscenti per andare dal punto A al punto B, la capacità di scomparire appena si intuisce che la propria presenza possa produrre fastidio o preoccupazione in qualcuno.
Le nostre ordinanze, i commenti sotto articoli come questo, l’attitudine diffusa di molti cittadini italiani, trasformano degli esseri umani in fantasmi e, non soddisfatti di ciò, cercano anche di cacciare questi fantasmi dai posti in cui li hanno relegati.
Uno dei richiedenti asilo che ci accompagna nei meandri del parcheggio – negli spazi più profondi e umidi dove la maggior parte di loro si rifugia nelle notti sempre più fredde sperando di non essere cacciato e non avere le sue coperte sequestrate o buttate – ci dice che le forze dell’ordine passano in continuazione e continuamente interrompono il loro sonno, costringendoli ogni volta ad uscire dal parcheggio portando con sé la propria roba affinché non sia gettata.
Quando riescono ad addormentarsi, alcuni di loro ci dicono, la polizia entra anche nei loro sogni, rendendo le loro notti uno spazio ininterrotto di ansia e paura.
SiSolidal denuncia da tempo questa situazione e chiede che le istituzioni facciano il loro dovere – ovvero tutelare i diritti fondamentali di persone che, SECONDO IL DIRITTO ITALIANO, EUROPEO, INTERNAZIONALE, sono legalmente sul territorio italiano e legalmente intendono presentare istanza di asilo – o almeno che non rendano la vita impossibile a coloro che dovrebbero invece semplicemente aiutare a vedere tutelati i diritti che le nostre leggi garantiscono loro.
Oggi siamo qui a denunciare qualcosa di più serio e più grave, e a chiedere che, assieme a SiSolidal, tutta la cittadinanza si faccia portavoce di una richiesta di tutela, protezione e rispetto del diritto contro un accanimento ingiustificato che, con l’inverno in arrivo, mette a repentaglio la salute e la vita stessa di queste persone. Non siamo più a chiedere umanità, che sembra ormai merce rara da queste parti, e che non si può pretendere da chi non ne ha, ma giustizia, che è ciò che rimane quando tutto il resto sembra ormai perduto”.
(Foto di repertorio)