Home Economia Il governo studia l’ipotesi di una fusione per Mps
borsa
0

Il governo studia l’ipotesi di una fusione per Mps

0
0

Il governo ha discusso l’ipotesi fusione per Mps per “far nascere il terzo gruppo italiano, nel rispetto dell’impegno di riprivatizzare l’istituto senese nel 2021”

Potrebbe aprirsi la strada della fusione per Banca Mps dopo le nuove turbolenze sul comparto bancario determinate dalla volatilità dello spread. Secondo la Repubblica, l’esecutivo è finalmente arrivato a comprendere gli effetti negativi su economia e occupazione. Più spread e più tasse significa meno capitale per le banche, meno utili e più costi di raccolta al settore, quindi meno credito alle imprese e più lenta rimozione dei vecchi prestiti deteriorati. Uno scenario di smottamento, che se continua produrrà tra mesi carenze patrimoniali per i più fragili.  Il quotidiano parla di uno scenario di smottamento sia per Banca Mps, che per Carige e Popolare di Bari mentre nelle retrovie si scaldano Banco Bpm, Bper, Ubi.

Diluire il 68% statale di Mps dentro una banca scelta a partire da Ubi, Bper, Banco Bpm potrebbe far nascere il terzo gruppo italiano, nel rispetto dell’impegno di riprivatizzare il Monte nel 2021 preso dal governo Gentiloni con l’Ue. Di questo avrebbero iniziato a parlare i leader del governo nel summit del 17 ottobre. Una fase di attenzione elevata dunque per il governo.  Luigi Di Maio prova a rassicurare, parlando di “monitoraggio” e di un’interlocuzione costante con i manager delle banche. Matteo Salvini dice: “Se qualcuno ha bisogno noi ci siamo, ma senza fare gli interventi del passato”. Negli scorsi giorni sia il sottosegretario Giancarlo Giorgetti che il ministro dell’Economia Giovanni Tria hanno riconosciuto che un livello dello spread così elevato non è sostenibile a lungo. Per Mps è un periodo, dunque, molto intenso anche in vista del 9 novembre, quando dorvrà pubblicherà i conti.  Consob intanto ha dato il via libera all’opa totalitaria sulle obbligazioni Casaforte. Il periodo di adesione partirà lunedì 29 ottobre fino al 16 novembre. Intanto la banca sta sondando da giorni nel mercato londinese la possibilità di emettere un bond subordinato entro fine anno per un valore di 200 milioni.

tags: