Insulti omofobi a partecipante del Toscana Pride, condannati l’assessore Benini e altre quattro persone

Diffamazione aggravata a mezzo social, il giudice li ha condannati al pagamento di una multa da 900 euro, di una provvisionale per il danno oltre alla rifusione delle spese legali

Insulti omofobi nei confronti di un partecipante al Toscana Pride 2018 di scena a Siena: 5 soggetti accusati di diffamazione aggravata a mezzo social sono stati condannati con giudizio immediato dal giudice monocratico Jacopo Rocchi al pagamento di 900 euro ciascuno di multa, di una provvisionale di 3mila euro per quanto riguarda il risarcimento del danno e alla rifusione delle spese processuali e legali.

Fra i cinque, che avevano fatto ricorso contro il decreto penale di condanna, figurano anche l’attuale assessore allo sport e all’istruzione Paolo Benini (al tempo dei fatti non in Giunta), l’ex segretario cittadino della Lega Nord Francesco Giusti e alcuni attivisti politici. Un sesto non si era opposto al decreto penale di condanna. A difendere Benini, Giusti e un altro degli imputati, l’avvocato Luigi De Mossi.

Il caso nacque da una foto, scattata da Giusti in via Garibaldi a un cittadino residente nel Valdarno, il professor Francesco Simoni, e poi postata su Facebook. L’uomo, vestito da angelo e intento a raggiungere la parata del Toscana Pride, fu subissato di commenti e battute reputati adesso dal tribunale di stampo omofobo.          C.C