Dal restauro alla partecipazione. La Pala della Madonna delle Nevi di Matteo di Giovanni, uno dei capolavori del Rinascimento senese, torna al centro dell’attenzione grazie a un’iniziativa che permette ai visitatori di entrare nel vivo del delicato lavoro di conservazione dell’opera.
L’opera, firmata e datata 1477, è custodita nella Chiesa di Santa Maria delle Nevi ed è stata recentemente sottoposta a un trattamento anossico per eliminare gli insetti xilofagi e garantire una migliore conservazione nel tempo. L’intervento, realizzato dal Laboratorio di Conservazione e Restauro Antica Maniera di Marco Santi, è stato finanziato dal Nasjonalmuseet di Oslo e dalla Galleria Borghese, nell’ambito degli accordi legati al prestito dell’opera per la mostra dedicata alle artiste tra Cinquecento e Seicento.
Adesso prende il via una nuova fase della manutenzione conservativa, che sarà eccezionalmente aperta al pubblico. Fino al 10 luglio, la Chiesa di Santa Maria delle Nevi resterà aperta con orario continuato dalle 9 alle 19.
Ogni pomeriggio, dalle 15 alle 18.30, sarà possibile assistere dal vivo al lavoro della restauratrice Benedetta Paolino, dialogare con lei e osservare da vicino le tecniche e gli strumenti utilizzati per preservare uno dei più importanti dipinti su tavola della scuola senese.
L’iniziativa offre un’opportunità rara: entrare nel cuore di un cantiere di restauro e comprendere quanto studio, competenza e precisione siano necessari per garantire la tutela del patrimonio artistico.
Come ha sottolineato il direttore dei Musei Nazionali di Siena, Axel Hémery, l’obiettivo è rendere il museo sempre più aperto e partecipato, avvicinando il pubblico non solo alle opere, ma anche al lavoro quotidiano che ne permette la conservazione.
Un’esperienza che trasforma il restauro in un momento di conoscenza e condivisione, offrendo ai cittadini e ai visitatori la possibilità di osservare da vicino un’attività normalmente riservata agli addetti ai lavori e di riscoprire uno dei capolavori più preziosi dell’arte senese.