Un capolavoro del Seicento senese è tornato definitivamente nella città in cui è stato realizzato. È stata presentata a Palazzo Chigi Piccolomini alla Postierla l’“Allegoria delle Quattro Stagioni” di Rutilio Manetti, monumentale tela dipinta intorno al 1620 e acquisita dai Musei Nazionali di Siena per la Pinacoteca Nazionale.
A ricostruire la storia e il valore dell’opera è stato il professor Alessandro Bagnoli. “È un’acquisizione molto importante – ha spiegato – perché fa tornare in città un capolavoro che Manetti aveva dipinto a Siena per un committente romano”. Una vicenda che testimonia la considerazione raggiunta dall’artista anche fuori dai confini cittadini: “Alla bella età di cinquant’anni riuscì a trasformare la sua maniera iniziale, diventando un pittore caravaggesco e naturalistico, molto alla moda e apprezzato sia a Siena sia a Roma”.
Il dipinto sarebbe stato commissionato da un certo “Andrea raccamatore” per la propria collezione. Dopo essere scomparso nei passaggi del collezionismo dei secoli successivi, è riemerso tra il 1926 e il 1927, quando Roberto Longhi lo pubblicò per la prima volta riconoscendone la paternità a Manetti.
“L’arte del Seicento è stata riscoperta già all’inizio del Novecento, anche grazie al contributo dato da Longhi allo studio di Caravaggio e dei pittori caravaggeschi”, ha ricordato Bagnoli. In questo panorama Manetti rappresenta una figura centrale: dalla sua esperienza hanno preso slancio artisti come Niccolò Tornioli, Mattia Bolognini e Bernardino Mei, capaci di assumere successivamente una dimensione internazionale e di confrontarsi con Roma, allora grande capitale dell’arte.
La presentazione ha segnato anche l’avvio del programma autunnale degli Amici della Pinacoteca. “Abbiamo individuato alcuni percorsi tra chiese, musei e palazzi della città – ha spiegato Donatella Capresi – nei quali gli storici dell’arte ci accompagneranno proponendo nuove letture delle opere”. Il prossimo appuntamento sarà il 24 settembre con Roberto Bartalini, che condurrà i partecipanti in Piazza Duomo alla scoperta del “sogno senese” del Duomo Nuovo.
Il calendario proseguirà con incontri dedicati, tra gli altri, alla collezione Spannocchi, alle sculture conservate al Santuccio, alle opere senesi della Galleria Nazionale dell’Umbria, alla chiesa di Santo Spirito e agli affreschi della Sala di Balia. Prevista anche una giornata all’Archivio di Stato.
Il direttore Axel Hémery ha infine ricordato che l’operazione di acquisizione, avviata dopo aver visto il quadro alla Biennale dell’Antiquariato di Firenze del 2022, è stata lunga e resa possibile dal sostegno del Ministero. Temporaneamente esposta a Palazzo Chigi Piccolomini, l’opera entrerà nel nuovo percorso della Pinacoteca con la riapertura prevista verso la fine del 2026.