Vertenza Beko Siena, il tavolo ministeriale slitta dal primo all’8 ottobre

Nell’audizione di oggi in Regione nessuna novità sostanziale sulla reindustrializzazione. I sindacati chiedono tempi certi per investitori e bonifiche

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Nessuna novità sostanziale, mentre continuano a stringere i tempi per la reindustrializzazione dell’ex stabilimento Beko di Siena. È il quadro emerso dall’audizione che si è tenuta questa mattina davanti alla Seconda Commissione sviluppo economico e rurale del Consiglio regionale della Toscana. Le aspettative dei sindacati si spostano adesso sul tavolo ministeriale, inizialmente convocato per il primo ottobre e rinviato all’8 ottobre.

Alla riunione ha partecipato anche il direttore dello stabilimento senese di Beko Maurizio Sberna, che ha illustrato il percorso avviato per individuare possibili soggetti industriali. Attraverso l’advisor Sermet sarebbero state contattate inizialmente oltre 200 aziende, con una successiva selezione che avrebbe ristretto il confronto a quattro-sei interlocutori. Parallelamente è stata portata avanti la procedura pubblica di Sviluppo Industriale Siena, proprietaria dell’immobile.

“L’incontro ci ha permesso di capire a che punto si trova la situazione”, ha spiegato Massimo Martini, delegato Uilm Siena per la vertenza Beko. Restano però ancora da chiarire gli esiti delle due procedure e gli eventuali progetti industriali realmente interessati al sito di viale Toselli. “Queste certezze ce le aspettiamo dall’incontro al Ministero, slittato dal primo all’8 ottobre. Quello sarà il tavolo importante per capire se ci sono grandi aziende interessate alla reindustrializzazione”.

Giuseppe Cesarano, segretario generale della Fim Cisl Siena, ha invece dichiarato: “Elementi di novità sostanziali non ce ne sono. Siamo preoccupati per i tempi: è finito il tempo delle parole, bisogna fare i fatti e accelerare”. Tra i principali nodi ancora aperti ci sono le bonifiche e la necessità di rendere lo stabilimento appetibile per nuovi insediamenti.

La Fim Cisl chiede inoltre di conoscere nel dettaglio i risultati del piano di Sviluppo Industriale Siena, la cui procedura si è chiusa il 30 giugno, e di avere “un cronoprogramma certo e definito”. A rendere più urgente il percorso è la scadenza della cassa integrazione, fissata al 31 dicembre 2027. “Il tempo non è eterno – ha sottolineato Cesarano – e dobbiamo capire quale strategia intenda mettere in campo anche il Ministero”.

Preoccupazioni condivise dalla segretaria generale della Fiom Cgil Siena, Daniela Miniero. “Permangono le incertezze sui tempi necessari per individuare i soggetti reindustrializzatori, ma soprattutto sulla concreta realizzazione dei nuovi insediamenti nel sito di viale Toselli”, ha affermato.

Ancora da definire anche la seconda fase della formazione dei lavoratori, che dipenderà dalla natura produttiva dell’eventuale nuovo soggetto industriale, mentre le opere di bonifica potrebbero richiedere tempi particolarmente lunghi. “Al tavolo ministeriale di ottobre devono essere portati elementi concreti – ha concluso Miniero – perché il tempo stringe e, per i lavoratori, il tempo è denaro”.

Filippo Meiattini

Filippo Meiattini è nato a Siena il 13 gennaio del 1999. A febbraio del 2021 è diventato giornalista pubblicista. Non ama parlare di sé, soprattutto in terza persona.



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