L’Aou Senese celebra la Giornata mondiale della Fisioterapia

Il tema scelto per l’edizione 2026 è dedicato al ruolo della fisioterapia nella prevenzione, gestione e riabilitazione delle malattie cardiovascolari e dell’ictus

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L’8 settembre si celebra in tutto il mondo il World Physiotherapy Day – Giornata mondiale della Fisioterapia, appuntamento promosso da World Physiotherapy.

Il tema scelto per l’edizione 2026 è dedicato al ruolo della fisioterapia nella prevenzione, gestione e riabilitazione delle malattie cardiovascolari e dell’ictus, ponendo l’attenzione sul contributo che i fisioterapisti possono offrire non solo nel recupero dopo un evento acuto, ma anche nella prevenzione, nella promozione della salute, nel mantenimento delle capacità funzionali e nel miglioramento della qualità di vita.

In occasione della Giornata mondiale, l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese coglie l’opportunità per ringraziare tutte le fisioterapiste e tutti i fisioterapisti che quotidianamente svolgono la propria attività nei diversi setting dell’ospedale, intervenendo nelle diverse fasi della presa in carico e lavorando in stretta integrazione con le altre professionalità.

«La fisioterapia in ospedale è oggi parte integrante del percorso di cura – sottolinea la dottoressa Sabrina Taddei, responsabile delle Professioni sanitarie riabilitative dell’Aou Senese –. I nostri fisioterapisti intervengono in contesti assistenziali molto diversi, anche ad elevata complessità, mettendo a disposizione competenze specifiche che vanno dalla prevenzione e dall’educazione della persona alla valutazione e al trattamento, fino al recupero dell’autonomia. La presa in carico precoce e l’integrazione all’interno delle équipe multidisciplinari permettono di contribuire concretamente alla qualità e agli esiti dei percorsi di cura».

Particolarmente significativo è il contributo della fisioterapia nei percorsi ad elevata specializzazione, come quelli trapiantologici. In questi casi la presa in carico può iniziare già dall’inserimento del paziente in lista per il trapianto, con la valutazione e il mantenimento o miglioramento delle condizioni funzionali, motorie e cardiorespiratorie, affinché la persona possa arrivare all’intervento nelle migliori condizioni possibili. Dopo il trapianto, l’intervento fisioterapico precoce accompagna il paziente nella progressiva riconquista dell’autonomia, contribuendo al raggiungimento del miglior outcome possibile.

«Il percorso trapiantologico, ma non solo, anche ad esempio il percorso dei pazienti candidati a protesi di anca, rappresentano molto bene il valore di una fisioterapia che accompagna la persona lungo tutto il percorso e non soltanto nel momento della riabilitazione post-operatoria – conclude Taddei –. Preparare un paziente prima di un intervento complesso significa investire sul suo recupero successivo, ovvero intervenire precocemente prevenendo la perdita di funzione e le complicanze. Mantenere quanto più possibile le capacità della persona e iniziare tempestivamente il percorso riabilitativo può fare una differenza importante sull’autonomia, sulla qualità di vita e sull’esito complessivo delle cure».

Nella foto le Professioni sanitarie riabilitative dell’Aou Senese

 



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