L’associazione Antiusura Antiracket Reagisco sospende le proprie attività in Toscana

L'associazione con base a Lucca, nell'annunciare lo stop all'attività, fa il punto della situazione dei reati nella nostra regione

L’Associazione Antiusura Antiracket Reagisco annuncia di aver sospeso le proprie attività in Versilia Lucca e Toscana. Il comunicato:

“L’Associazione Antiusura Antiracket Reagisco, Organizzazione di Volontariato Toscana
basata in provincia di Lucca, è stata ideata dal Presidente e fondatore Frati Dandy insieme
ad altri soci nel 2017, con lo scopo sociale di supportare principalmente famiglie, operai, e
piccole e microimprese toscane e lucchesi-versiliesi in particolare, soggiogate dalla crisi
economica, dal sovrindebitamento, da ludopatie, ma anche da delitti di usura, estorsione,
pizzo, racket” inizia la nota.

“La crisi economica delle famiglie e delle piccole e microimprese è il vero problema che
attanaglia centinaia di migliaia di persone in Versilia, Viareggio, Lucca e la Toscana tutta – prosegue il comunicato – Con l’arrivo della pandemia Covid19 soprattutto per i soggetti deboli, famiglie e piccolemicroimprese in primis, la crisi economica è aumentata ed il rischio, dichiarato anche da parte delle più alte Istituzioni dello Stato, dalla DIA, dal Capo della Polizia Gabrielli, dal Ministro dell’Interno Lamorgese, è che il pizzo, l’estorsione, il riciclaggio di capitali sporchi arrivi e subentri alle piccole imprese, soprattutto commerciali e turistiche come tante da noi in Toscana e Versilia, Scrive la Direzione Investigativa Antimafia nel suo rapporto al Parlamento dell’ultimo semestre “Ne deriverà una diffusa mancanza di liquidità, che espone molti commercianti all’usura, con un conseguente rischio di impossessamento delle attività economiche con finalità di riciclaggio e di reimpiego dei capitali illeciti. Tra i più esposti si segnalano gli alberghi, i ristoranti e bar, i bed & breakfast, le case vacanze e attività simili.”

“In questi anni abbiamo nel nostro piccolo cercato di ovviare, assistendo attraverso un
importante Protocollo d’Intesa con la Fondazione regionale Toscana per la Prevenzione
dell’Usura Onlus, riguardante le attività di prevenzione dell’usura e di credito di solidarietà,
un supporto ad alcune PMI ed alcune famiglie. Abbiamo fatto poco forse, forse potevamo fare di più, ma i volontari e la solidarietà in questo settore scarseggiano. Dopo l’apertura di una delegazione a Siena, abbiamo aperto anche una delegazione a Firenze ma dopo poco tempo abbiamo dovuto chiuderla per assenza di volontari” ancora l’associazione.

“Ad oggi il protocollo d’Intesa ha comunque consentito ad alcuni nostri assistiti in difficoltà
finanziaria di risolvere i propri contenziosi finanziari e poter di nuovo ripartire sereni, e di
questo ci teniamo a ringraziare il Presidente Lelio Grossi e tutto lo staff ed i volontari della
Fondazione Toscana Prevenzione Usura Onlus, ed il nostro delegato territoriale senese il
Presidente Roberto Vulpo”.

“Allo stesso modo sono aumentate anche le vittime di reati ce ci contattano, per usura,
estorsione, racket, truffe, riciclaggio, dalla costa Apuoversiliese, dalla Lucchesia, dalla
Toscana in genere, ed anche da altre regioni italiane – continua il comunicato – Oggi, dopo anni di volontariato e cittadinanza attiva, di attività professionali e di pubblico ufficiale stimate, mi trovo anche come presidente della Associazione Reagisco ormai da troppo tempo da solo a denunciare modus operandi e sistemi criminosi, fatti delittuosi di usura, pizzo, estorsione, riciclaggio, falsi in atti giudiziari gravissimi, e, se non è mafia, una concreta serie di associazioni a delinquere di “colletti bianchi” in Versilia e provincia di Lucca, al momento inascoltato. Eppure non siamo solo noi a dirlo, ma lo dicono pubblicamente almeno sulla carta, le più alte Istituzioni, come la Scuola Normale di Pisa per la Regione Toscana nel “Rapporto 2018 sui fenomeni di criminalità organizzata e corruzione” che “la nuova mafia “che c’è ma non si vede” è sempre più attiva anche in settori insospettabili. Aumentano i ‘colletti bianchi’ con i relativi crimini: malversazioni +150%, concussione +200%, abusi di ufficio +67%, reati societari +37%. Tra i casi del 2018 imprenditori (29 casi), funzionari o dirigenti pubblici (21 casi), in 17 casi su 38 coinvolti professionisti come avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti, geometri, ragionieri, medici, ma anche intermediari e faccendieri”.

“Proprio fra questi professionisti le mafie stanno cercando con forza di inserire personaggi
come riferimento per il loro affari – sono le parole dell’associazione – A differenza però degli avvisi spesso forse di facciata, abbiamo offerto la nostra massima collaborazione alle istituzioni e nessuno ci ha convocato ne ascoltato; abbiamo depositato carte più volte, spesso “apparentemente” smarrite, e, pur ridepositate, non vengono lette. Se poi ti capita che in alcuni organi istituzionali alcuni membri ti minaccino, altri ti dicano che il prestito ad usura fa comodo a chi lo chiede e quindi lo ritiene un delitto giustificabile, altri che il riciclaggio non è di loro competenza quindi non se ne occupano, alcuni “colletti bianchi” compiono delitti nell’impunità e nel silenzio delle istituzioni, nonostante tu abbia documentato a chi di dovere e chiesto di intervenire, forse c’è qualcosa che non funziona. Quando puoi subisci danni materiali ed atti intimidatori di notte e di giorno, e nonostante tutto hai il coraggio di denunciare e nessuno fa nulla, allora ti rendi conto che forse è ora di smettere di combattere”.

“Una frase di Giovanni Falcone dice “Si muore generalmente perché si è soli o perché si è
entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie
alleanze, perché si è privi di sostegno.” Oggi nostro malgrado, pur completando le assistenze agli assistiti sino ad oggi, un po’ moriamo dentro, ma sospendiamo l’attività in Toscana ed in Lucca-Versilia e provincia dell’Organizzazione di Volontariato Associazione Antiusura Antiracket Reagisco” termina così la nota stampa.