Licenziamenti Gsk, sciopero dei lavoratori. I sindacati: “Azienda dica ciò che vuole, dati inequivocabili”

Le parole dei protagonisti ai microfoni di Siena Tv. Femca Cisl critica sull’interrogazione ai ministri: “Strumentalizzazione politica”

Si è tenuto oggi alla sede di Rosia, l’annunciato sciopero dei lavoratori Gsk contro la decisione dell’azienda di licenziare 5 dipendenti con la motivazione del non raggiungimento di alcuni risultati. Un caso che presto approderà anche in Parlamento (LEGGI QUI:https://www.radiosienatv.it/licenziamenti-gsk-presentata-uninterrogazione-a-luigi-di-maio/ ). Queste le parole dei protagonisti ai microfoni di Siena Tv. Duccio Romagnoli, Rsu, Gsk vaccini Filcetm Cgil: “Siamo qui per chiedere più lavoro e più occupazione, le 5 interruzioni dei contratti di staff leasing che per noi sono da considerarsi anche come dei licenziamenti non sono altro che la goccia che ha fatto traboccare il vaso. L’occupazione è in calo e lo dimostra il fatto che negli ultimi tre anni ci sono 325 lavoratori in meno, è un dato inequivocabile. I volumi produttivi sono in calo, ne è un esempio il reparto che ha maggiore lavoro oggi, annovera 60 lavoratori, dieci anni fa ci lavoravano 120 persone. L’azienda può dire quello che vuole ma i dati sono questi”.

Marco Ciccarelli, delegato Femca Cisl Gsk: “Quello che ci ha fatto muovere è stato che siamo stati informati come se fossimo un ufficio stampa, e non c’è stata la possibilità come Rsu di parlare con i lavoratori coinvolti e analizzare la situazione e poter intervenire. L’azienda sta facendo un grande cambio culturale, ma per far questo deve ricordarsi della componente della rappresentanza sindacale, soprattutto dei principi che hanno portato alla firma degli accordi importanti, avvenuti nel dicembre e gennaio scorso. Per quanto riguarda l’interrogazione presentata ai ministri, voglio stendere un velo pietoso rispetto a quello che secondo me è una forte strumentalizzazione che viene fatta. La politica è stata la maggior parte delle volte poco presente”.

“Ho deciso di partecipare allo sciopero per senso di solidarietà nei confronti dei miei colleghi e anche per sapere dall’Azienda quanto ha intenzione di investire nel sito di Rosia” ha aggiunto una lavoratrice.

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