Liceo Artistico di Siena finalista al Concorso Nazionale del Miur sulla Shoah

La classe 3°B dell’indirizzo di Arte della Figurazione Bidimensionale della professoressa Leonini ha progettato e realizzato la riproduzione della “Wunderkammer”, la stanza-trappola che Hitlet riservò agli ebrei

La “Wunderkammer”, la stanza-trappola che Hitler riservò agli ebrei, progettata e realizzata dalla Prof.ssa Alice Leonini e la classe 3°B dell’indirizzo di Arte della Figurazione Bidimensionale del liceo artistico Duccio di Buoninsegna è stata selezionata come finalista al Concorso Nazionale indetto dal MIUR presso la sede centrale di Roma.

La fase conclusiva, in collaborazione con il Museo della Memoria di Siena, riassumerà l’esperienza degli studenti attraverso l’esposizione delle opere originali in due piccoli spazi all’interno della prestigiosa sede espositiva, nei 15 giorni a cavallo del Giorno della Memoria 2020, il 27 gennaio. Il concorso è indetto dal Miur, da anni impegnato nel promuovere e sviluppare progetti e iniziative didattiche finalizzate all’approfondimento e alla riflessione sulla Shoah al fine di favorire la consapevolezza di quanto accaduto.

Il progetto presentato ruota attorno al concetto di mistificazione e si ispira a quel segmento oscuro all’interno della, già di per sé, terrificante Shoah e svoltosi nel campo di concentramento di Terezin. Questo ghetto, infatti, fu presentato dalla propaganda nazista come esemplare insediamento ebraico e pubblicizzato come “Terezin la città che Hitler regalò agli Ebrei”, fu però in realtà un luogo di raccolta e smistamento di prigionieri da indirizzare soprattutto ai campi di sterminio di Treblinka ed Auschwitz. Una struttura di internamento e deportazione utilizzata dalle forze tedesche durante la Seconda guerra mondiale, tra il1941 e il 1945. La città di Terezin è nota per aver concentrato nel campo omonimo “i maggiori artisti”, “il fior fiore degli intellettuali ebrei mitteleuropei, pittori, scrittori, musicisti” e con «una forte presenza di bambini”.

Molti ebrei, ignari della reale natura del quartiere, pagarono per partire e assegnarsi una residenza per la vita a Terezin e purtroppo altrettanti vendettero tutto quello che possedevano pensando di trasferirsi in un luogo termale, al loro arrivo però, dopo poco, si resero conto del grande inganno. A questo trappola contribuì anche il video spot commissionato dai nazisti e realizzato dal regista ebreo Kurt Gerron (anche esso deportato) con lo scopo di fuorviare l’opinione pubblica rispetto ai sospetti sul destino dei deportati che a poco a poco si stavano affermando.

La fase immediatamente successiva ha mirato a sollecitare approfondimenti personali, avviando la progettazione e la realizzazione di una modello plastico di una stanza (opera che presentiamo per il concorso I GIOVANI RICORDANO LA SHOAH) con al suo interno allestite e collocate delle opere in miniatura realizzate dagli studenti durante i tdue mesi e mezza di attività. Le opere presentate utilizzano vari linguaggi, dall’illustrazione al video e hanno indagato le tematiche sulla SHOAH, in particolare Terezin, ma soprattutto il concetto di mistificazione.

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