Mancati progetti Pnrr, i movimenti civici di Siena: “Fallito calcio di rigore vitale”

L'intervento congiunto di Idee in Comune, Italia in Comune Siena, Pietraserena, Sena Civitas, Spqs, Volt Siena

Siena non aderisce al bando per i contributi del Pnrr ai fini della riqualificazione abitativa e urbana, l’intervento in merito dei movimenti civici senesi (Idee in Comune, Italia in Comune Siena, Pietraserena, Sena Civitas, Spqs, Volt Siena).

“La notizia sui mancati finanziamenti del PNRR a Siena  per la “qualità dell’abitare” ci sconcerta così come sconcerta ogni cittadino consapevole, interessato al rilancio della nostra Città e della sua Comunità, lasciando amarezza e grande preoccupazione – recita la nota congiunta – Una notizia che non può passare sotto silenzio, offuscata da vari proclami, perché riguarda l’intera città e il suo futuro. L’Amministrazione Comunale sembra aver “bucato”  una delle partite più importanti presenti nella distribuzione dei fondi del PNRR.
Siena non c’è, unico capoluogo toscano, e non riceverà un euro per progetti di riqualificazione relativi  alla “qualità dell’abitare”. Qual è la motivazione? Non è stato presentato alcun progetto oppure sono stati  presentati progetti non correttamente elaborati che, quindi, sono stati bocciati? Da quali altre rilevanti attività, indispensabili per l’intera comunità, l’attuale Giunta è stata distratta? La capacità progettuale ed il reperimento fondi, in questo caso del PNRR, è molto più difficile che distribuire aiuti (come p.e. l’annuncio odierno sull’ancora incomprensibile agenzia del Welfare e della famiglia) e soprattutto è molto più utile, considerato, tra l’altro, che nel territorio operano da lungo tempo istituzioni e associazioni che sostengono in maniera strutturata  le persone fragili in situazioni di disagio e povertà (Società della Salute, Caritas, Misericordia, pubblica assistenza, croce rossa, curia…).
Il capitolo specifico è quello che riguarda gli “Investimenti in progetti di rigenerazione urbana, vòlti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale” in base al quale l’amministrazione comunale avrebbe  dovuto ottenere specifici fondi da strutturare per la manutenzione, per il riutilizzo di strutture edilizie esistenti, ristrutturazione di edifici pubblici ed interventi per la mobilità sostenibile.
A disposizione ben 3,3 miliardi di euro che saranno ripartiti fra i 271 progetti presentati ed approvati…. peccato che fra questi Siena non sia presente al contrario degli altri principali comuni toscani quali Pisa, Firenze, Arezzo, Lucca, Massa, Livorno, Viareggio, Pistoia, Carrara, Prato, Grosseto…..insomma Siena clamorosamente unica assente!”.

“Amarezza  ma anche preoccupazione perché all’interno del PNRR nazionale c’è una parte specifica che compete ai Comuni e le voci di spesa spaziano dal Digitale e nuovi ambienti di lavoro per i Comuni, alla semplificazione delle procedure, al Turismo e Cultura, alla Gestione dei rifiuti ed efficienza energetica, alle piste ciclabili e trasporto rapido di massa.
Tutte cose che servirebbero alla città come il “pane”, ossigeno puro, invece Siena non è tra i comuni destinatari dei fondi.
Confidiamo che la Giunta abbia adeguate giustificazioni  e che almeno la macchina operativa comunale approfondisca la lettura della guida, messa a disposizione dal Governo, intitolata “Il PNRR: le opportunità per i Comuni Italiani” e si faccia parte attiva nei confronti della stessa Giunta che evidentemente latita di iniziative, indirizzi e stimoli.
Sarebbe comunque doveroso che i singoli Assessori illustrassero, facendo finalmente opera di civica trasparenza, alla cittadinanza tutta, i progetti presentati in ambito PNRR, se ce ne sono, dando poi notizia del percorso di approvazione del singolo progetto e del suo sviluppo. Il metodo di governo che questa Giunta continua a mettere in atto è puramente autoreferenziale e autarchico dimostrando ad ogni atto come le scarse competenze al proprio interno e l’assenza di confronto e di condivisione con il resto della comunità cittadina si riverberino in una deprimente visione complessiva della città, se non quella dell’occupazione sistematica di istituzioni e posti, in barba ai principi fondanti del buon governo democratico”.

“Prendiamo atto di questa grave lacuna in questa importantissima e decisiva opportunità di ripartenza per la nostra comunità e ci parrebbe doveroso da parte degli assessori di riferimento e del Sindaco che con umiltà ammettessero l’errore e  ne traessero le opportune deduzioni per permettere a Siena almeno una qualche possibilità di rinascere senza l’ulteriore distruzione del patrimonio cittadino,  costruito nel tempo dalle eccellenze espresse dal nostro territorio”.