Medici di famiglia protagonisti della nuova sanità territoriale: la Toscana firma l’accordo integrativo regionale

Un passo decisivo verso l’ingresso dei MMG nelle Case di Comunità. Il direttore generale Torre: “Rafforzata la presenza dei mmg nelle Case della Comunità”

Aggiungi Radio Siena TV su

Fonti preferite

Aggiungi Radio Siena TV su

Fonti preferite

Un passo importante verso il rafforzamento della medicina territoriale. Questo l’obiettivo dell’intesa illustrata oggi a Firenze dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e dall’assessore regionale alla salute, Simone Bezzini. Il nuovo strumento valorizza il ruolo dei medici di famiglia e ne consolida la presenza nel sistema sanitario regionale.

Tra i principali obiettivi del nuovo assetto organizzativo: l’ingresso strutturale dei medici di medicina generale (MMG) nelle Case della Comunità e l’adozione dell’Aggregazione Funzionale Territoriale (AFT) come unica forma associativa abilitata a erogare l’assistenza sanitaria sulle 24 ore. Il modello promuove una rete integrata tra i professionisti, superando le attuali distinzioni tra la medicina generale e la continuità assistenziale (ex guardia medica), in un’ottica di maggiore sinergia e presenza capillare sul territorio. I medici potranno inoltre scegliere tra diverse modalità orarie, favorendo flessibilità e qualità del servizio. Si tratta di un tassello fondamentale nella riorganizzazione dell’assistenza territoriale e nella costruzione di un sistema più vicino ai bisogni dei cittadini.

“Questo patto rappresenta un punto di svolta per il nostro sistema sanitario territoriale – sottolinea Marco Torre, Direttore Generale Asl Toscana Sud Est –. La Regione Toscana mette al centro i medici di famiglia, riconoscendone il ruolo strategico e rafforzandone la presenza nei luoghi di prossimità come le Case della Comunità. È una scelta che va nella direzione giusta: più integrazione, più continuità assistenziale, più vicinanza ai cittadini”.

“Con l’attuazione dell’accordo integrativa, la medicina generale entra in una fase di evoluzione strutturale – spiega Renato Tulino, Direttore del Dipartimento di Medicina Generale –. Il riconoscimento dell’AFT come unica forma associativa per l’erogazione del servizio h24 consente di superare la frammentazione e creare una rete stabile tra tutti i medici di medicina generale. Questo modello permette una reale integrazione tra assistenza diurna e continuità assistenziale, ottimizzando risorse e garantendo risposte tempestive ai bisogni di salute della popolazione.”



Articoli correlati