Medicina, anche a Siena calano gli iscritti al semestre filtro. La Fimmg lancia l'allarme: “Le città siano più accessibili"

In Toscana gli studenti scendono di circa 500 unità nonostante l’aumento dei posti

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Martedì 1° settembre prende il via in tutta Italia il nuovo semestre aperto per l’accesso ai corsi di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria. E in Toscana i numeri raccontano una prima, significativa inversione di tendenza: aumentano i posti disponibili, ma diminuiscono gli aspiranti medici.

Nei tre Atenei toscani i posti sono complessivamente 1.231, mentre gli studenti che hanno scelto di affrontare il semestre aperto sono 3.555, 500 in meno rispetto ai circa 4 mila dell’anno accademico in corso. Un calo che non riguarda soltanto la Toscana, ma che si registra a livello nazionale.

Anche a Siena il dato è evidente: 450 studenti hanno chiesto di frequentare il semestre aperto a fronte di 340 posti disponibili (lo scorso anno erano in 465). Un rapporto che, almeno sulla carta, rende la competizione meno serrata rispetto agli altri due poli universitari toscani. A Firenze gli aspiranti sono infatti 1.559 per 673 posti, mentre a Pisa sono 1.746 per 491 posti. Siena presenta dunque il rapporto più favorevole tra aspiranti – posti disponibili.
Ma il meccanismo del nuovo sistema porta con sé un elemento di ulteriore complessità: la graduatoria per l’ammissione a Medicina è infatti nazionale, questo significa che, una volta concluso il semestre e formata la graduatoria, nella sede senese potrebbero trovare posto anche studenti che non avevano indicato Siena come prima scelta, ma che, in base alla posizione ottenuta, saranno indirizzati verso l’Ateneo.

Un elemento che come lo scorso anno rende ancora più complessa la gestione degli ingressi e della programmazione da parte delle singole università.

Da martedì gli aspiranti medici dovranno affrontare il percorso di studio nelle tre materie previste dal semestre: Biologia, Chimica e Fisica. Le lezioni potranno essere seguite in presenza oppure online e, inoltre, gli studenti potranno frequentare il semestre anche in un’università diversa da quella indicata come prima scelta per il successivo proseguimento degli studi.

Il calo degli iscritti e il nodo dell’accoglienza

Sul fenomeno interviene la Fimmg (Federazione Italiana Medici di Famiglia) Toscana, che invita a non fermarsi alla lettura dei numeri e mette sul tavolo una questione più ampia: quella delle condizioni materiali che permettono a uno studente di affrontare un percorso universitario lungo e impegnativo come Medicina.

Non basta aumentare i posti disponibili all’Università se poi non ci preoccupiamo anche delle condizioni concrete nelle quali gli studenti devono vivere e formarsi”, sottolinea Niccolò Biancalani, segretario regionale della Fimmg Toscana. Secondo Biancalani, il nuovo sistema del semestre filtro potrebbe aver inciso sulle scelte di una parte degli studenti, ma sarebbe riduttivo attribuire esclusivamente alla riforma il calo delle iscrizioni. Il problema, sostiene, riguarda anche casa, costo della vita e servizi.

Una questione particolarmente sentita nei grandi poli universitari, ma che interessa anche Siena, dove l’aumento del costo degli alloggi e la disponibilità di posti nelle strutture dedicate agli studenti rappresentano da tempo uno dei nodi dell’accessibilità alla formazione universitaria.

Se vogliamo programmare il futuro della sanità dobbiamo preoccuparci anche di chi oggi sceglie, o rischia di non poter scegliere, di intraprendere questo percorso”, osserva Biancalani.

Da qui la richiesta di un vero e proprio piano di accoglienza per gli studenti, capace di mettere insieme diritto allo studio, abitare, servizi e formazione. Un tema che, secondo la Fimmg, non può essere considerato separato dalla programmazione sanitaria.

La sfida, infatti, non riguarda soltanto quanti posti mettere a disposizione nelle facoltà di Medicina, riguarda anche quanti giovani riusciranno effettivamente a iniziare e completare il percorso per diventare medici.

E il dato di Siena, con appena 450 aspiranti a fronte di 340 posti, pone già una domanda: il calo delle iscrizioni è soltanto l’effetto di un nuovo sistema di selezione oppure racconta anche una crescente difficoltà, per gli studenti e le loro famiglie, nell’affrontare il percorso universitario di Medicina o un percorso universitario generico?

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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