Morte Rossi, le simulazioni della caduta a Roma: "Aggredito da più persone, tentò di difendersi"

Al Foro Italico ricostruiti gli ultimi istanti nell’ufficio di Rocca Salimbeni: secondo le prime valutazioni sarebbe stato tenuto fuori dalla finestra prima che la presa venisse meno

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David Rossi sarebbe stato aggredito in maniera violenta e rapida nel suo ufficio da più persone, almeno due e di corporatura robusta. Prima di precipitare dalla finestra sarebbe stato cosciente e avrebbe molto probabilmente cercato di difendersi. È quanto emerge da una prima valutazione tecnica successiva alle simulazioni svolte questa mattina, 28 settembre, a Roma nell’ambito della perizia richiesta dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte dell’ex responsabile della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena.

Secondo le prime valutazioni emerse dalle prove, una volta finito all’esterno della finestra Rossi avrebbe tentato di aggrapparsi al bordo e sarebbe stato trattenuto dagli aggressori, forse nell’ambito di un tentativo di intimidazione. Successivamente la presa sarebbe venuta meno, provocando la caduta.

Si tratta delle prime indicazioni tecniche dopo le simulazioni e non delle conclusioni definitive della perizia, che dovrà essere completata e valutata nell’ambito dei lavori della Commissione.

È questo il nuovo passaggio nelle indagini parlamentari sulla morte di David Rossi, precipitato il 6 marzo 2013 dalla finestra del suo ufficio nella sede di Mps a Rocca Salimbeni, a Siena.

Questa mattina, 28 settembre, a Roma, all’interno dell’Università del Foro Italico, sono state svolte le operazioni peritali disposte dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi con l’obiettivo di ricostruire gli istanti che precedettero la caduta.

All’interno della palestra è stata riprodotta una finestra delle stesse dimensioni di quella dell’ufficio di Rossi a Rocca Salimbeni. Alle prove ha partecipato anche un atleta dei Carabinieri con caratteristiche fisiche analoghe a quelle dell’ex manager Mps, chiamato a simulare i possibili movimenti e le reazioni della vittima.

Le operazioni hanno consentito di verificare concretamente differenti modalità attraverso le quali Rossi potrebbe essere stato portato all’esterno della finestra. Già nelle scorse settimane il presidente della Commissione, Gianluca Vinci, aveva annunciato che sarebbero stati utilizzati sia un manichino sia un atleta di circa un metro e 70 di altezza e 70 chili di peso, caratteristiche simili a quelle di Rossi.

Nel corso delle prove sono stati riprodotti diversi scenari attraverso la dinamica della traumatologia forense, simulando la presenza di un solo aggressore, di due o di tre persone e valutando le differenti dinamiche sia nell’ipotesi in cui Rossi fosse cosciente sia in quella in cui fosse incosciente.

Proprio dalle simulazioni sarebbe emersa come prima valutazione tecnica l’ipotesi di un’aggressione compiuta da almeno due persone, con Rossi ancora cosciente e in grado di opporre una reazione. Le prove avrebbero inoltre permesso di ricostruire la possibile fase nella quale l’ex manager Mps, una volta fuori dalla finestra, avrebbe cercato di aggrapparsi prima della caduta.

Le operazioni sono state affidate al medico Robbi Manghi e all’ortopedico Marco Nigrisoli, insieme al tenente colonnello Adolfo Gregori del Ris, con l’ausilio dei Vigili del Fuoco. Al Foro Italico è presente anche il presidente della Commissione parlamentare Gianluca Vinci.

Si tratta di un ulteriore approfondimento tecnico nell’ambito del lavoro della Commissione. A marzo la relazione intermedia approvata dalla Commissione aveva indicato, sulla base delle perizie acquisite, l’intervento di terzi nella morte di Rossi, escludendo nella propria ricostruzione l’ipotesi suicidaria.

Le simulazioni svolte oggi aggiungono dunque nuovi elementi tecnici alla ricostruzione di uno dei passaggi centrali del caso: che cosa accadde nell’ufficio e alla finestra di Rocca Salimbeni negli istanti immediatamente precedenti alla caduta di David Rossi.



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