“Il nostro futuro non è in vendita”. È un messaggio netto quello lanciato dalla Fisac Cgil di Gruppo e Banca Monte dei Paschi di Siena all’indomani di una settimana cruciale per il futuro dell’istituto senese. Dopo il voto dell’assemblea degli azionisti, che ha respinto le proposte del Consiglio di amministrazione, il sindacato torna a mettere al centro la tutela dell’occupazione e delle professionalità, chiedendo garanzie precise qualunque sia lo scenario che si delineerà nelle prossime settimane.
La presa di posizione arriva in una fase di profonda incertezza per il Monte, con il futuro della banca legato alle decisioni degli azionisti sull’offerta di Intesa Sanpaolo, all’iter autorizzativo e alle valutazioni dell’Antitrust.
Dopo l’assemblea, il sindacato chiede certezze sul futuro della banca
Il voto degli azionisti ha segnato una battuta d’arresto per il piano del Consiglio di amministrazione, con la bocciatura dell’incorporazione di Mediobanca e delle offerte di scambio su Banco BPM e Banca Generali.
Un passaggio che, secondo la Fisac Cgil, apre una fase nella quale sarà necessario attendere le prossime settimane per comprendere gli sviluppi societari.
Ma il sindacato pone fin da subito una condizione: le scelte finanziarie non possono ricadere sulle lavoratrici e sui lavoratori.
“Qualunque sia l’esito, nessuna decisione potrà essere presa sulla testa di chi ogni giorno fa funzionare questa banca”, sottolinea la segreteria della Fisac Cgil Mps, ricordando che sono in gioco il futuro di migliaia di dipendenti e quello delle loro famiglie.
Occupazione, filiali e mobilità: le garanzie richieste dalla Fisac Cgil
Le richieste del sindacato riguardano alcuni aspetti centrali per il futuro dell’istituto: la salvaguardia dei posti di lavoro, il riconoscimento delle professionalità, il mantenimento di tutti i poli e dei presidi delle funzioni centrali, la tenuta della rete delle filiali e la tutela dei dipendenti da eventuali trasferimenti territoriali imposti.
La Fisac Cgil rivendica il contributo dei lavoratori ai risultati raggiunti dalla banca negli ultimi anni, sottolineando i sacrifici sostenuti durante il percorso di risanamento e rilancio.
“Non accetteremo che il nostro futuro venga misurato solo con il metro del mercato, al servizio degli interessi di azionisti e grandi capitali”, afferma il sindacato.
Da qui la richiesta di un confronto immediato e trasparente con tutti i soggetti coinvolti, accompagnato da impegni concreti e verificabili.
“I sacrifici dei dipendenti devono essere riconosciuti”
Accanto alla tutela occupazionale, la Fisac Cgil pone anche il tema economico, chiedendo che i risultati ottenuti dall’istituto si traducano in un riconoscimento concreto per chi ha contribuito a generarli.
Secondo il sindacato, è ormai urgente procedere a un’equa redistribuzione del valore prodotto dai dipendenti, dopo anni segnati da sacrifici e riorganizzazioni.
La posizione della Fisac Cgil non riguarda dunque soltanto gli eventuali effetti delle prossime operazioni societarie, ma anche il riconoscimento del ruolo dei lavoratori nel percorso compiuto dal Monte dei Paschi.
Il messaggio ai vertici: “Pronti a ogni iniziativa per difendere i lavoratori”
La nota diffusa il 2 novembre si chiude con un avvertimento rivolto a tutti i protagonisti delle prossime decisioni sul futuro della banca.
“Il futuro di chi lavora in MPS non può essere subordinato a nessuna operazione finanziaria. La Fisac CGIL MPS assumerà ogni iniziativa necessaria per difenderlo”.
Una presa di posizione che riporta al centro del confronto sul futuro del Monte dei Paschi il destino dei dipendenti, la presenza territoriale della banca e la salvaguardia delle strutture operative, mentre resta aperta la partita sugli assetti societari dell’istituto.