Doppia bocciatura per Luigi Lovaglio. L’assemblea degli azionisti del Monte dei Paschi di Siena ha respinto le offerte pubbliche di scambio su Banco Bpm e Banca Generali, bloccando i due passaggi centrali del piano dell’amministratore delegato per contrastare l’offerta di Intesa Sanpaolo.
Il primo stop è arrivato sull’operazione Banco Bpm, con il voto contrario del 91,1% del capitale presente in assemblea. A favore si è espresso il 6,47%, mentre gli astenuti sono stati il 2,41%. Alla votazione ha partecipato il 65,85% del capitale sociale.
Esito analogo per l’offerta su Banca Generali, bocciata con il 90,9% dei voti contrari. I favorevoli si sono fermati al 6,66%, mentre il 2,41% del capitale presente si è astenuto.
Due risultati netti che segnano la fine della strategia delineata da Lovaglio per rafforzare il gruppo attraverso le operazioni su Banco Bpm e Banca Generali e ostacolare l’OPAS lanciata da Intesa Sanpaolo. Il doppio voto negativo apre così una nuova fase nella partita per il futuro del Monte, dopo settimane di tensioni tra i principali azionisti e un confronto serrato sulle prospettive industriali dell’istituto senese.
Per MPS si tratta di un passaggio decisivo: respinte entrambe le operazioni, viene meno la strada individuata dall’amministratore delegato per contrastare l’offerta concorrente. La partita si sposta ora sugli sviluppi dell’OPAS di Intesa Sanpaolo e sulle conseguenze che il nuovo scenario potrà avere sugli equilibri societari, sulla governance e sul futuro della banca.