Mps, i conti del 2020: perdita di 1,69 miliardi. Senza fusione sostegno al Mef per rafforzamento patrimoniale

I numeri dell'istituto bancario: diminuiscono le esposizioni deteriorate, ricavi in calo dell'11,2% rispetto all'anno precedente

Banca Mps, il cda ha approvato i risultati preliminari al 31-12-2020: la perdita netta è di 1,689 miliardi, “impattata – spiega la banca – da componenti non operative (-1,305 miliardi), principalmente legate ad accantonamenti per rischi e oneri, e dalla revisione del valore delle DTA (340 milioni).

Il risultato operativo lordo ammonta invece a 714 milioni di euro, sostenuto dal contributo delle commissioni in ripresa dopo il periodo di lockdown e da costi operativi in ulteriore riduzione; il risultato operativo netto negativo è di 39 milioni di euro, inclusivo di 348 milioni di euro di rettifiche addizionali su crediti legate allo scenario Covid.

Fronte ricavi, complessivamente sono pari a 2,917 miliardi, in calo dell’11,2% rispetto all’anno precedente. Il margine di interesse è risultato a 1,291 miliardi, in riduzione del 14%. Il risultato operativo lordo del gruppo si attesta a 714 milioni contro i 994 milioni del 2019. Le componenti non operative negative, si fa sapere, includono 984 milioni di accantonamenti a fondi rischi e oneri e 154 milioni di oneri di ristrutturazione legati a Hydra e all’esodo del personale avvenuto nel quarto trimestre.

Mps evidenzia il “forte impegno al sostegno dell’economia nel contesto macroeconomico caratterizzato dalla pandemia: applicate iniziative di supporto finanziario per circa 23 miliardi di euro positiva la dinamica commerciale”. I flussi di wealth management risultano stabili a/a nonostante i lockdown e raccolta diretta commerciale (conti correnti + depositi a tempo) è cresciuta di oltre 11 miliardi di euro nel corso del 2020 (+17% a/a).

“Il Piano Strategico – spiega Mps – è stato predisposto avendo presenti gli impegni assunti dal Governo italiano nel 2017 con riferimento al Piano di Ristrutturazione 2017-2021, recentemente ribaditi in un DPCM del 16 ottobre 2020, il quale prevede di “avviare un processo di dismissione della partecipazione detenuta dal Ministero nel capitale sociale di MPS, da realizzare con modalità di mercato e anche attraverso operazioni finalizzate al consolidamento del sistema bancario”. Si evidenzia che alla data della presente comunicazione l’accesso alla data room è stato richiesto dal Fondo Apollo. Come già evidenziato nel contesto del Comunicato Stampa dello scorso 28 gennaio, nel caso in cui la realizzazione di una soluzione strutturale non dovesse avvenire in un orizzonte di breve/medio termine – sottolinea l’istituto bancario – il Capital Plan prevede un rafforzamento patrimoniale di 2,5 miliardi di euro che, se realizzato, è previsto avvenire a condizioni di mercato e con la partecipazione pro-quota dello Stato italiano, riguardo cui ha già confermato pieno sostegno. Il rafforzamento patrimoniale è soggetto all’approvazione degli aazionisti. L’operazione di rafforzamento patrimoniale sconta talune incertezze in quanto necessita la conclusione del processo già avviato di valutazione e approvazione di DG Comp e BCE”.