Mps, il confronto sulle offerte entra nel vivo

Il Tesoro conferma la neutralità sull'assemblea del 29 ottobre. Lovaglio difende il progetto mentre Equita vede nell'Opas di Intesa un profilo più favorevole

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Il Tesoro resta fuori dalla partita. Il mercato, dice il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, sarà chiamato a premiare l’offerta migliore. È questa la posizione del Governo in vista dell’assemblea di Monte dei Paschi di Siena del 29 ottobre, chiamata a esprimersi sulle due operazioni lanciate dal gruppo guidato da Luigi Lovaglio: quelle su Banco Bpm e Banca Generali. “Non partecipiamo e seguiremo la decisione del mercato”, ha ribadito Giorgetti. Il ministero, dunque, non voterà in assemblea e mantiene una posizione di neutralità rispetto al confronto con l’Opas di Intesa Sanpaolo.

Lovaglio, intanto, difende il progetto industriale di Mps e invita gli azionisti a tenere aperte entrambe le strade. L’assemblea, sottolinea l’amministratore delegato, non sarà un referendum tra l’offerta di Intesa e quelle di Mps: l’eventuale approvazione delle due operazioni consentirebbe agli azionisti di decidere in un momento successivo a quale proposta aderire.Secondo Lovaglio, l’operazione con Banco Bpm avrebbe un rischio di esecuzione limitato e potrebbe essere completata in 12-15 mesi. Banca Generali, invece, rappresenterebbe un innesto per accelerare la crescita nel wealth management e nella bancassicurazione. Una strategia che Mps presenta come capace di creare valore nel breve e nel lungo periodo, anche attraverso la distribuzione di 4 miliardi di euro di dividendi.

Ma sul progetto arriva una valutazione differente dagli analisti di Equita, advisor di Intesa Sanpaolo. Secondo Equita, l’Opas di Intesa avrebbe per gli azionisti Mps un profilo rischio/rendimento più favorevole, grazie alla maggiore visibilità sulle sinergie, a una maggiore solidità patrimoniale e a un rischio di esecuzione più contenuto. Resta inoltre aperto il dossier Banco Bpm, dove Credit Agricole, azionista con circa il 30 per cento, ha ribadito l’interesse per una possibile fusione tra le attività italiane del gruppo francese e l’istituto di Piazza Meda.

La partita, dunque, è ancora aperta.



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