Giani a Siena per il consiglio comunale straordinario: "L'Italia ha bisogno di una banca come Mps"

Il presidente della Toscana chiede una posizione forte dello Stato in assemblea e rilancia l’unità delle istituzioni per difendere identità, sede e lavoro

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“L’Italia ha bisogno di una realtà come Monte dei Paschi”. È il messaggio lanciato dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani durante il Consiglio comunale straordinario monotematico di Siena dedicato al futuro della banca. Un ruolo nazionale che, nel suo intervento, resta strettamente legato alla presenza dell’istituto nella città, alle sue competenze e alla capacità di essere vicino a famiglie e imprese.

“Siena può essere orgogliosa della sua banca. In Italia si deve cogliere il valore e il significato di questa banca”, ha sottolineato Giani, chiedendo alle istituzioni di mantenere una posizione unitaria a difesa dell’identità di Monte dei Paschi, dell’occupazione e della sede senese.

Per il presidente, lo Stato deve far valere la partecipazione azionaria ancora detenuta dal Ministero dell’Economia. Una quota che ha indicato come vicina al 5% e che considera significativa, pur essendo molto inferiore a quella degli anni del salvataggio pubblico.

“Queste cose che noi diciamo, il Governo attraverso il suo 5% deve andare nell’assemblea e dirle con molta chiarezza e molta forza”, ha affermato, riferendosi alle richieste di tutela della banca e del suo legame con il territorio.

Giani ha quindi richiamato il confronto con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, al quale ha partecipato insieme al sindaco Nicoletta Fabio e alla presidente della Provincia Agnese Carletti. “Ho trovato nel ministro Giorgetti un’impostazione costruttiva”, ha dichiarato.

L’obiettivo è portare la posizione condivisa dalle istituzioni senesi e toscane nel dibattito nazionale, attraverso l’incontro con i parlamentari previsto per domani e il successivo lavoro di confronto. Giani ha auspicato una presa di posizione del Parlamento che riconosca il ruolo, la forza e l’identità di Monte dei Paschi.

A sostegno delle proprie richieste, il presidente ha richiamato la tradizione bancaria della città, le competenze sviluppate nell’Università e il legame tra la banca e il tessuto professionale senese: “Non a caso noi qui abbiamo un management che è cresciuto, se vogliamo, nell’humus, nel Dna della città e che si esprime al meglio”.

Una vocazione che, secondo Giani, deve restare centrale anche nelle scelte future: “Questa è una banca che, siccome sappiamo fare banca, deve svolgere questa attività. Quando si contagia troppo con la grande finanza poi arrivano i guai: questo ci dice la storia”.

Il presidente ha ripercorso anche la vicenda del progetto di acquisizione da parte di Unicredit, ricordando il lavoro svolto con l’allora sindaco Luigi De Mossi e l’allora presidente della Provincia Silvio Franceschelli, oggi senatore, e le interlocuzioni con i ministri Roberto Gualtieri e Daniele Franco.

Nel suo racconto, furono i progressivi miglioramenti dei risultati e la capacità della banca di operare attraverso la propria rete commerciale a sostenere le ragioni di un percorso diverso. La rete nel Centro e nel Sud Italia, ha ricordato, “era attiva, funzionava”, esprimendo “un profilo di prossimità che altre banche non hanno”.

Giani ha poi riconosciuto il contributo dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio: “Esprimo forti apprezzamenti per l’opera del dottor Lovaglio”. Con il suo arrivo, ha aggiunto, Monte dei Paschi “ha ritrovato il suo percorso”.

Per il presidente, il valore nazionale dell’istituto passa proprio dalla capacità di mantenere questo rapporto con i cittadini e i piccoli imprenditori. Da qui la richiesta di preservarne identità, lavoro, competenze e sede a Siena, consentendogli di continuare a operare nell’interesse del Paese.

In conclusione, Giani ha richiamato “l’orgoglio e la consapevolezza che dal 1472 il Monte dei Paschi dimostra che in Toscana si sa far banca con valori, etica e un ruolo fondamentale per l’economia del Paese”. Un messaggio che, ha sottolineato, “da oggi deve venire con grande forza”.



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