Mps prende tempo su Passera e Consob vuole chiarezza

Il titolo vola in borsa

Per Banca Mps è stato il giorno di Corrado Passera. Si è concluso a Milano il consiglio di amministrazione dell’istituto senese per esaminare l’avanzamento del lavoro per il piano industriale (che sarà approvato dal board il prossimo 24 ottobre) e la nuova proposta presentata la scorsa settimana dall’ex numero uno di Intesa Sanpaolo . Il board ha proseguito gli approfondimenti in merito ai contenuti del piano industriale e, nel confermare la ferma intenzione di proseguire nell’attuazione dell’operazione di ricapitalizzazione e contestuale cessione delle sofferenze precedentemente comunicata al mercato, ha preso atto dell’aggiornamento da parte dell’amministratore delegato e degli advisor, in merito alla proposta non vincolante ricevuta da Passera lo scorso 13 ottobre. Il consiglio ha deciso di proseguire, subito dopo la presentazione del piano industriale, gli approfondimenti avviati, attraverso i propri advisors. È stata infine confermata la tempistica di convocazione dell’assemblea dei soci entro la fine di ottobre.

Il banchiere e i suoi collaboratori hanno lavorato con grande attenzione alla proposta oggi sul tavolo del cda del Monte. Nell’elaborazione del piano l’ex ceo di Intesa Sanpaolo sarebbe stato affiancato dai professionisti di Boston Consulting Group che nelle scorse settimane avrebbero elaborato lo schema generale della proposta. Mentre sugli aspetti legali hanno lavorato due professionisti di lungo corso dello studio legale Cleary Gottlieb.

Invece della partita non fa più parte il gruppo svizzero Ubs, che a luglio si era mosso in condivisione di intenti con Passera, prestando di fatto una garanzia all’operazione di rafforzamento patrimoniale. “Vista la fase avanzata delle trattative con gli investitori”, fa notare una fonte qualificata, “oggi il ruolo di Ubs sarebbe superfluo perché l’ingresso dei fondi nel capitale del Monte potrebbe avvenire in tempi relativamente brevi”. Se Ubs non è più un attore della partita, non è comunque prevista la presenza di un advisor finanziario.

L’elemento di forza del piano è indubbiamente la presenza di grandi investitori istituzionali. Come già accaduto nel luglio scorso, il banchiere avrebbe raccolto l’interesse di alcuni fondi americani come Warburg Pincus e Atlas Merchant Capital (guidato dall’ex ceo di Barclays, Bob Diamond) potenzialmente disposti a investire nella banca senese tra 1,5 e 2 miliardi di euro attraverso un aumento di capitale riservato. L’offerta sarebbe condizionata all’esito di un’approfondita due diligence dalla durata prevista di un mese. Se il consiglio di amministrazione desse luce verde e non ci fossero intoppi, l’investimento potrebbe insomma aver luogo nella seconda metà di novembre, poco prima che parta la ricapitalizzazione.

A Piazza Affari il mercato crede in una soluzione nel breve termine e il titolo Mps ha guadagnato il 12,8% a quota 0,1954 euro con quasi 132 milioni di pezzi scambiati.

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