È stata presentata nel pomeriggio di oggi, lunedì 4 maggio, nella suggestiva Sala delle Lupe del Palazzo Pubblico di Siena, la nuova Camera Arbitrale dell’Ordine degli Avvocati di Siena: un organismo che punta a offrire una giustizia più rapida, meno costosa e soprattutto più vicina ai cittadini.
Non solo una struttura tecnica, ma un progetto ambizioso che introduce un modello innovativo, definito “arbitrato minimo di prossimità”: un sistema che, a fronte di costi contenuti consente, in caso di mancato accordo tra le parti, di arrivare a una decisione affidata a un arbitro unico.
Alla presentazione hanno preso parte numerosi amministratori locali provenienti da tutta la provincia, a testimonianza dell’interesse e del sostegno verso un’iniziativa che mira a riportare la giustizia sul territorio.
“Non si tratta della classica Camera arbitrale legata a grandi realtà economiche – ha spiegato il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Siena, Antonio Giovanni Ciacci – ma di uno strumento pensato per le persone, per consentire un accesso più rapido e meno oneroso alla tutela dei diritti. È un servizio diffuso sul territorio, che nasce anche per rispondere alle difficoltà legate alla carenza di giudici di pace e ai tempi della giustizia ordinaria”.
Un’iniziativa che guarda in particolare alle controversie quotidiane, spesso considerate “minori”, ma centrali nella vita dei cittadini. “Anche le questioni cosiddette bagatellari – ha aggiunto Ciacci – sono quelle che incidono maggiormente nella vita delle persone. Il nostro obiettivo è permettere a tutti di far valere i propri diritti”.
A guidare la nuova Camera Arbitrale sarà l’avvocato Paolo Panzieri, che ha sottolineato la portata innovativa del progetto: “L’arbitrato è tradizionalmente una forma di giustizia privata più costosa. Noi abbiamo voluto affiancare a quello classico un modello accessibile, con tariffe contenute e una forte dimensione territoriale. L’idea è invertire la tendenza all’accentramento e riportare la giustizia nei comuni”.
Un ritorno, in chiave moderna, a una giustizia di prossimità: “Un tempo – ha ricordato Panzieri – ogni comune aveva un giudice conciliatore. Oggi non è più così. Noi vogliamo provare a ricostruire quel rapporto diretto tra cittadino e giustizia, anche grazie alla collaborazione dei sindaci. Dal punto di vista operativo, l’accesso all’arbitrato richiederà l’accordo tra le parti, che potranno scegliere di rivolgersi alla Camera Arbitrale invece che al giudice ordinario. È già stato predisposto un albo di circa cinquanta arbitri, tutti avvocati cassazionisti con comprovata esperienza, che saranno assegnati alle controversie secondo criteri automatici. L’obiettivo – ha spiegato Panzieri – è arrivare a costituire sottoalbi locali per celebrare le udienze direttamente nei comuni della provincia”.
Ad aprire le porte del Comune a questa iniziativa è stato il vicesindaco di Siena, Michele Capitani, che ha sottolineato il valore simbolico e concreto della scelta della Sala delle Lupe: “È una bellissima iniziativa. Da qui lanciamo un messaggio di collaborazione e sinergia per un servizio che nasce a Siena ma che auspichiamo possa estendersi rapidamente a tutta la provincia”.
Un richiamo anche al significato del luogo: “Siamo sotto l’affresco del Buon Governo, dove la giustizia è centrale. Non poteva esserci sede più adatta per parlare di una giustizia veloce e giusta. I cittadini chiedono risposte concrete, anche su questioni quotidiane come liti condominiali o incidenti stradali, e questo strumento va proprio in quella direzione”.
Una sfida, dunque, che parte da Siena e che punta a coniugare innovazione e tradizione, con un obiettivo chiaro: rendere la giustizia più accessibile, efficiente e vicina ai bisogni reali dei cittadini.