Notte calda nella bolgia di Pantaneto: furto, inseguimento e identificazioni

Nella lettera di un padre accorso per aiutare la figlia il racconto di una notte in Pantaneto, con furto, inseguimento e polizia

Ormai è Facebook il luogo deputato a dar risalto alle notizie che avvengono nella città, l’unico modo diretto che il cittadino ha per rendere pubblico ciò che accade.

E così un padre ha scritto una lunga lettera per raccontare cosa è accaduto nella notte tra sabato e domenica in via Pantaneto.

“Sappiamo tutti quello che succede in Pantaneto ma si é toccato il fondo

Stanotte avete rischiato di perdermi. Alle 1.30 mi chiama mia figlia dal cellulare della sua amica per dirmi che le hanno rubato giacca, chiavi del motorino e cellulare al Bellavista Social Club in Pantaneto. Le dico di chiamare subito il 113, mi preparo e esco. Nel frattempo mi richiama per dirmi che ha ritovato la giacca in bagno, con la fodera tagliata con un coltello, e le chiavi. Manca il telefono, anzi sono spariti borselli e telefoni a varie ragazzi. Arrivo in macchina alla chiesa di San Giorgio.

Una situazione inimmaginabile. Spintoni e discussioni fra ubriachi in ogno dove. Strada piena di ragazzi e ragazze ubriachi, alcuni vomitanti, musica a palla, roba che se stessi di casa li uscirei col fucile. Mia figlia mi indica un gruppo di ragazzi che discutono fra loro e a mala pena si reggono in piedi. Mi fiondo nel mezzo prendendo pel bavero il primo che capita, urlando che tirino fuori il cellulare. Penso mi abbiano preso per un poliziotto in borghese. Fuggi fuggi generale. Restano i piu sbruffoni.

Arriva la Volante. Mi attricco con un romano, che poi risulterà plurisegnalato alle forze dell’ordine. Alcuni ragazzi segnalano con gli occhi un faccia a culo speciale, che poi risulterà forse un romeno. Lo stesso suggerito dal romano e dalle cameriere. Lo segnalo ai due poliziotti, che fanno entrare tutti nel locale per controlli. 2 contro almeno 100. Impossibile. Io resto fuori. Mia figlia mi segnala che il romeno è sgattaiolato fuori dal locale.

Provo a inseguirlo, aiutato da vari ragazzi, ma si dilegua. Ho girato Siena e periferia fino a notte fonda sperando di riuscire a arrotarlo, consapevole che questo metodo incivile è l’unica reazione possibile alla inerzia della giustizia e al menefreghismo del comune che permette queste suburre. Stamani denuncia in questura insieme a vari altri derubati. Forse mi sono risparmiato una coltellata. Sicuramente mi sono reso conto del livello di inciviltà e degrado subumano a cui è scesa anche la nostra città. Mi auguro che presto ci scappi il morto, unico evento che potrà smuovere le coscienze. Purtroppo sono lontani i tempi in cui i contradaioli si occupavano di fare pulito di queste situazioni, con il plauso della questura”.

La questura conferma l’intervento della Volante in via Pantaneto e l’identificazione di alcune persone presenti, oltre che della ragazza derubata. Il tutto reso molto difficile dal numero incredibile di persone nel locale e nella strada. Il presunto autore del furto si era già allontanato. Adesso sono in corso le indagini della Squadra Mobile.

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