E’ stato presentato oggi a Roma, presso la Sala Stampa della Camera dei deputati, il volume “Intelligenza artificiale e dazi. La guerra fredda di Trump all’Unione Europea” di Daniele Magrini. Una occasione per riflettere su una delle grandi trasformazioni del nostro tempo: il rapporto tra innovazione tecnologica, potere economico e sovranità politica. Attraverso il tema dei dazi, delle regole sull’intelligenza artificiale, dell’accesso ai chip e ai dati, il libro analizza la nuova competizione globale che coinvolge Stati Uniti, Unione Europea e grandi piattaforme tecnologiche. Una sfida che non riguarda soltanto l’economia, ma anche la democrazia, l’autonomia strategica e il futuro dell’Occidente. Alla presentazione, insieme all’autore, hanno partecipato la vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera Simona Bonafè e la giornalista Alessandra Accardo.
Secondo Magrini Trump ha scatenato una guerra fredda contro l’Unione Europea sull’intelligenza artificiale, utilizzando anche il ricatto dei dazi.
“L’Unione Europea è l’unico soggetto sovrastatale che ha messo delle regole all’utilizzo dell’intelligenza artificiale con l’AI Act. Questo non piace ai colossi digitali e quindi, di conseguenza, non piace a Trump”, ha spiegato l’autore, sostenendo che Bruxelles stia tentando di fissare “un argine rispetto all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei conflitti bellici”, posizione che, a suo avviso, non sarebbe condivisa da Stati Uniti, Israele e Russia. Magrini ha definito quella in corso “una battaglia che riguarda tutti”, spiegando che il libro analizza “atti e documenti che caratterizzano questo scontro geopolitico” tra modelli differenti di sviluppo e governance dell’intelligenza artificiale. “Sostenibilità, disuguaglianze, utilizzo nei contesti bellici: questi i temi principali che riguardano l’intelligenza artificiale – spiega Magrini -. Temi su cui la politica ha l’occasione di farsi vedere di nuovo presente”.
“Abbiamo deciso di presentare questo libro alla Camera perché affronta temi di grandissima attualità. Noi eravamo abituati al consolidato rapporto tra Stati Uniti e Unione Europea, a prescindere dal colore della presidenza. Un rapporto che veniva dalla condivisione dei valori occidentali, e che vedeva nell’Alleanza Atlantica il proprio braccio strategico operativo. Ecco, tutto questo da due anni a questa parte non c’è più. Con Trump siamo entrati in un altro mondo dove Unione Europea non è più considerata un partner strategico ma un peso”.
E’ quanto ha dichiarato la deputata del Partito democratico Simona Bonafé, in apertura della conferenza stampa di presentazione del libro. “Nel testo, Magrini afferma che l’intelligenza artificiale non é solo una tecnologia di mercato, ma sta ridefinendo le dinamiche di potere globale. Oggi – spiega Bonafé – , l’Ai é uno strumento di potenza nazionale e definisce la competizione geopolitica, in cui i grandi attori oggi sono gli Stati Uniti e la Cina. L’Unione Europea invece in questo nuovo mondo che si sta ridefinendo per il momento appare solo come una potenza regolatoria, vedendo nell’intelligenza artificiale un’opportunità che ,coerentemente con la propria struttura di valori e con la propria impostazione democratica, cerca di governare”.
“Ora l’Unione Europea deve decidere cosa vuole fare da grande: se vuole diventare un attore in questo contesto che si sta ridefinendo e rafforzare la propria integrazione anche sotto il profilo della dell’autonomia strategica in molti, specie in campo tecnologico ; oppure – conclude – sottostare a questi colpi che arrivano da più fronti, frammentarsi in mille rivoli e chiaramente diventare marginale nella storia dei dei prossimi decenni”.