Inchiesta giovani neofascisti, le reazioni della politica bipartisan, il sindaco denuncia sui social

Dal centrosinistra accuse al clima d’odio, il centrodestra denuncia con più prudenza

Di Redazione | 20 Maggio 2026 alle 17:00

L’inchiesta della Digos sui tredici minorenni senesi denunciati per apologia di fascismo, odio razziale, detenzione di armi e diffusione di materiale pedopornografico ha aperto un acceso dibattito politico in città e non solo. Dal centrosinistra sono arrivate numerose prese di posizione pubbliche, anche molto dure e articolate, così come reazioni di denuncia sono state condivise dal centrodestra, anche se con parole più contenute e prudenti.

A far però riflettere è stata anche la modalità scelta dal sindaco di Siena Nicoletta Fabio per intervenire sulla vicenda: la prima cittadina, infatti, ha affidato il proprio commento esclusivamente ai social network, Facebook e Instagram, senza convocare conferenze stampa né diffondere comunicati attraverso i canali istituzionali del Comune.

Nel suo messaggio, Fabio ha definito quanto emerso dall’indagine “grave” e meritevole di “attenzione, prudenza e senso di responsabilità”, ringraziando Questura, Digos e Procura minorile per il lavoro svolto. “Quando episodi di odio, razzismo, apologia di fascismo e interesse per le armi coinvolgono dei minorenni, la risposta non può essere solo giudiziaria”, ha scritto il sindaco, parlando della necessità di coinvolgere famiglie, scuola e comunità educante.

Sul fronte del centrosinistra, invece, il tono si è fatto più politico. Il senatore Pd Silvio Franceschelli ha parlato di “una ferita al cuore della comunità”, chiedendo “una condanna senza se e senza ma dei richiami a fascismo e nazismo”. Secondo Franceschelli, “quando la politica non condanna con assoluta fermezza certe derive, finisce per sdoganarle agli occhi dei più giovani”.

Sulla stessa linea anche Simone Bezzini, capogruppo Pd in Consiglio regionale, che ha definito i fatti “gravissimi” e ha invitato a “respingere ogni forma di ambiguità verso l’apologia di fascismo e nazismo”, sottolineando la necessità di rafforzare il lavoro educativo e culturale verso le nuove generazioni.

La presidente della Provincia Agnese Carletti ha parlato di “campanello d’allarme per l’intera comunità”, chiedendo “una riflessione immediata, severa e senza ipocrisie”. “Di fronte a scenari del genere – ha dichiarato – non sono ammissibili zone grigie o silenzi di comodo”.

Molto netta anche la posizione della vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop, che ha invitato ad andare oltre la sola indignazione: “Non basta dissociarsi e declamare”, ha detto, denunciando chi “nel dibattito pubblico strizza l’occhio all’intolleranza e al razzismo”.

Ancora più esplicito il livello dello scontro politico nelle dichiarazioni della segretaria comunale del Pd Siena Rossana Salluce. “Forse in questi anni c’è stato troppo silenzio”, ha affermato, accusando “pezzi di certa destra di aver strizzato l’occhio a culture nostalgiche ed estremiste”. Salluce ha poi ribadito che “l’antifascismo non è una bandiera identitaria di parte, ma il fondamento della democrazia costituzionale”.

Durissimo anche l’intervento di Fiorino Iantorno di Sinistra Italiana Siena, che ha collegato l’episodio a una più ampia crisi sociale e culturale della città. Nel suo lungo intervento ha accusato la destra che governa Siena di produrre “dichiarazioni fotocopia e di non aver costruito alcuna strategia concreta sulle politiche giovanili”. Per Iantorno, Siena sarebbe oggi “una città depressa economicamente, chiusa su sé stessa, incapace di offrire prospettive ai giovani”.

Dal centrodestra sono arrivate parole di denuncia più orientate alla condanna generale dei fatti e al richiamo educativo. Forza Italia Giovani Siena ha espresso “forte preoccupazione davanti a fenomeni di violenza, estremismo e intolleranza”, chiedendo maggiori investimenti in educazione civica e prevenzione del disagio giovanile.

Il coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia ha invece scelto di rilanciare integralmente le parole del sindaco Fabio, ribadendo che “su legalità, prevenzione e rispetto democratico non possono esserci ambiguità”.

Più chiaro il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Enrico Tucci, che ha definito la vicenda “un fatto gravissimo”, sostenendo che il problema riguardi soprattutto “la società attuale e la famiglia”. Alle accuse mosse da Anpi, Arci e Cgil sul clima politico nazionale, Tucci ha replicato invitando “la politica ad abbassare i toni, ma di evitare anche di fare sciacallaggio”.

Intanto, mentre la Procura minorile di Firenze prosegue gli accertamenti, il caso continua ad alimentare un confronto sempre più acceso sul rapporto tra disagio giovanile, radicalizzazione online, responsabilità educativa e clima politico nazionale.



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