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venerdì, 3 Luglio 2020
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Nuovo 118 è caos completo, medici in stato di agitazione: “Riorganizzazione a due velocità, atteggiamento antisindacale”

“Stato di agitazione”: la comunicazione inviata in via ufficiale

I medici del 118 sono in stato di agitazione. I lavoratori lamentano “atteggiamento antisindacale” dal parte della direzione nel mancato coinvolgimento nella procedura di accorpamento del sistemi di emergenza urgenza. In sostanza i medici non hanno gradito il procedimento che ha portato alla creazione di un’unica centrale 118 che, al momento, mette insieme Siena e Grosseto, ma che dovrebbe poi portare anche all’accorpamento di Arezzo.  La comunicazione ufficiale – firmata dai rappresentanti dei sindacati Assomed, Fp Cgil, Cimo e Smi – è arrivata ai Prefetti di Firenze, Siena, Grsseto e Arezzo e ai direttore generali, sanitario e Deu della Usl Sudest nonché all’assessore alla salute della Regione tosana.

“La scrivente Intersindacale Medica – si legge nella lettera ufficiale – proclama lo stato di agitazione dei propri Medici iscritti in conseguenza dell’atteggiamento antisindacale ormai consolidato da parte della Direzione Deu ed Aziendale, per il sistematico mancato coinvolgimento di questo organismo nel processo di accorpamento dei Sistemi di Emergenza Urgenza della ex USL 7 ed ex USL 9, nonostante le ripetute ed infondate rassicurazioni da parte della medesima Direzione DEU e Aziendale che ciò sarebbe avvenuto”.

“Nel secondo semestre 2016 – continua al lunga lettera –  questa Intersindacale si è proposta invano a supporto del delicato processo di unificazione, che si è poi concretizzato con l’apertura improvvisa e intempestiva della nuova Centrale Operativa a ridosso del Natale 2016. Viste le evidenti e inevitabili criticità che si sono subito verificate e che sono state prontamente denunciate sia attraverso canali istituzionali che mediatici da operatori, mondo del volontariato, pazienti, organi politici, è stata presentata con una Mozione Intersindacale la richiesta di attivazione di una Commissione Paritetica ai sensi dell’art. 4, comma 2 lettera F e dell’art. 6, comma 2 CCNL 2005. La mozione è del 13 gennaio 2016, è stata redatta con spirito proattivo per tentare di attivare dei canali interni di collaborazione, ma, a tutt’oggi, la Commissione Paritetica non ha ancora visto la luce per un atteggiamento evasivo dell’Azienda. Per contro, nella gestione della quotidianità e stato utilizzato sistematicamente il metodo del “fatto compiuto”, procedendo inesorabilmente e unilateralmente nella realizzazione di un progetto mai condiviso, spesso non conforme alle norme vigenti e senza dare corso ad una imprescindibile fase di omogeneizzazione/condivisione che prevedesse la comprensione e la conservazione dei diversi valori umani ed organizzativi delle singole realtà. Ciò ha determinato e determina importanti ripercussioni sull’operatività di Medici, Infermieri ed Operatori del Volontariato, che mettono quotidianamente a rischio la loro sicurezza medico legale, e la qualità del servizio ai pazienti che viene mantenuto grazie al senso di responsabilità e alla professionalità di ciascuno”.

“E’ stato imposto- si legge – un modello di riorganizzazione a due velocità che fornisce risposte significativamente diverse a seconda del territorio. Si tratta di un modello disomogeneo, gestito da una Centrale Operativa che non è stata mai preparata e formata alle diversità organizzative, orografiche e procedurali, mettendo con ciò in seria discussione il principio di equità e accessibilità alle cure.

“Sono state imposte – continuano i lavoratori – unilateralmente delle modifiche organizzative di grande rilievanza senza alcun coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, consistenti in una progressiva depauperazione di personale sanitario soprattutto sul territorio di Grosseto, che è già sensibilmente e storicamente povero di risorse”.

“Non sono state omogeneizzate – si legge ancora – le dotazioni tecnologiche e farmacologiche, che sono tutt’ora molto diverse. Non è stato effettuato nessun lavoro di condivisione e omogeneizzazione del sistema di dispatch che è la base dell’operatività di un sistema di Emergenza ed appare incongruo, disomogeneo e non rispondente al modello regionale. E’ stato volontariamente azzerato il sistema di qualità, che 70 serve a definire, monitorizzare ed adeguare le modalità operative di qualsiasi Sistema Sanitario affinché le modifiche operative che vengono progressivamente introdotte siano condivise e migliorative

”Un Sistema Sanitario non può essere governato – concludono i sindacati – attraverso mail, circolari e avvisi come avviene adesso perché genera incertezza, aumenta il rischio clinico e può sopravvivere solo grazie alla professionalità del singolo operatore.Sono stati volontariamente interrotti i sistemi di monitoraggio per i percorsi tempodipendenti nelle modalità certificate come eccellenti dalla Regione Toscana. Ciò ha impedito che modelli organizzativi di buon livello potessero essere esportati dove non c’erano e ha determinato l’utilizzo della “prassi consolidata” dove in precedenza c’era un sistema efficiente di monitoraggio. Sono in essere tipologie di contratto diverse per l’effettuazione dello stesso lavoro con evidenti disparità di trattamento. Nella realtà Grossetana non sono mai stati assegnati gli incarichi professionali al personale 118 come prevede la legge, nonostante le ripetute rassicurazioni che ciò sarebbe stato prontamente sanato. Viene inoltre utilizzato sistematicamente lo strumento della produttività aggiuntiva in totale assenza di trasparenza ed equità. Non è stato redatto ad oggi un piano formativo adeguato e non è previsto alcun progetto per l’integrazione del personale medico 118 coi Pronti soccorsi”.

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