Era andato tutto bene. Nessun cavallo infortunato, nessun fantino caduto. Eppure qualcosa è andato storto. Tre bellissimi giri di Piazza dove i fantini hanno giostrato il loro palio, il Nicchio vince. Il fantino Tittia alza il nerbo al cielo in segno di trionfo e in quel momento qualcuno si mette in mezzo. E’ un uomo, forse più di uno, che vengono travolti dal cavallo ancora al galoppo, il cavallo cade e cade Tittia sbattendo il volto a terra e rimane svenuto. Il cavallo si rialza, per lui solo alcune escoriazioni, niente di serio, mentre per il fantino parte la corsa contro il tempo verso l’ospedale. I soccorsi del 118 non si fanno attendere e si precipitano con la barella spinale per recuperare il ferito. Sono abituati alla confusione, ad intervenire nelle emergenze caotiche. Ci chiediamo perché per un cavallo infortunato la macchina del soccorso faccia subito un cordone di sicurezza che permette agli operatori di intervenire e invece per un uomo, perchè il fantino è un uomo, i soccorsi sono stati difficoltosi. Grazie ad una professionalità ben collaudata in pochi secondi è stato portato via verso l’ambulanza. I punti soccorso 118 sono al Casato, a San Martino e alla Mossa. Nelle prime due postazioni gli operatori sanitari sono in prima fila, alla mossa lo spazio loro riservato è sempre più ristretto e impedisce quindi anche una buona visuale di quello che accade da parte di chi è chiamato ad intervenire repentinamente.
Durante la carriera del 18 agosto sono stati ben 24 i pazienti soccorsi dalla Centrale Operativa 118 della Asl Tse.
“Due in particolare sono stati gli interventi salva vita – ha spiegato Stefano Dami direttore della UOC Centrale operativa 118 – Area provinciale Senese e Grossetana – un paziente all’interno del Duomo colpito da arresto cardiaco salvato con l’immediato massaggio cardiaco e il fantino Giovanni Atzeni che era privo di conoscenza e con diversi traumi”.
La sicurezza di cavalli e fantini è sempre stata una priorità in questi anni, con una serie di accorgimenti che sono passati dalla gestione della miscela del tufo, ai materassi della Formula 1 posizionati a san Martino dove non ci sono più i palchi ma lo spazio per girare in sicurezza, il protocollo equino per la selezione dei migliori soggetti e i medici veterinari che tengono tutto sotto controllo da un punto di vista sanitario. Non si possono buttare al vento decine di anni di lavoro, investimenti, attenzioni. E non si può trasformare la pista di Piazza de Campo in una nuova Pamplona. Scendere dai palchi mentre i cavalli sono ancora in pista è pericolosissimo. L’ordinanza che il comune emana alla vigilia di ogni palio recita che non si può transitare sulla pista pena una multa salata : “le violazioni accertate durante lo svolgimento della corsa del Palio saranno punite con sanzione amministrativa pecuniaria di 500 euro”. “I trasgressori – sottolinea ancora l’ordinanza – saranno in ogni caso allontanati immediatamente dalla pista dalla Polizia Municipale e occorrendo dalle forze dell’ordine”.
Quante multe verranno fatte? Saranno tutti riconoscibili i volti di chi ha scavalcato gli steccati o è sceso dai palchi anzitempo? La sicurezza non è un elemento trascurabile.
Era andato tutto bene. Un’occasione persa per l’intera città e per il suo Palio.
Intanto aspettiamo notizia sulle condizioni di Giovanni Atzeni detto Tittia e ci auguriamo che possa presto festeggiare la sua tredicesima vittoria.