“Un Palio di sera non è fatto per le posizioni”. Guido Guiggiani, capitano della Giraffa, commenta così la Carriera dell’Assunta dopo i tre giri di Piazza. Una corsa difficile per la Contrada di Provenzano, che ha chiuso nelle retrovie, ma nella quale, sottolinea il capitano, tutto il gruppo ha dato il massimo.
“Quando arrivi quarto o quinto mi pare che commenti non ce ne siano da fare”, spiega Guiggiani. “C’era un cavallo nuovo, ci si è messa tutta la Stalla, veterinario, maniscalco, ci si è messa veramente tutta per arrivare quarto o quinto. Cosa vuoi commentare?”.
Il capitano della Giraffa torna poi sulla situazione vissuta al canape, dove la Contrada si è trovata in mezzo alla pressione delle altre. “Con un cavallo piccolino come avevamo noi, veramente l’avevamo un po’ subita. Le Contrade spingevano giù, ovviamente per i loro motivi, noi eravamo un po’ nel mezzo. Ne abbiamo buscate, come si dice, da destra o dal rovescio”.
Guiggiani promuove invece il comportamento del mossiere Renato Bircolotti, protagonista di una mossa particolarmente lunga e articolata. “Tre mosse era auspicabile. Quello che avevamo chiesto al mossiere era che, se la mossa non fosse stata buona, facesse suonare il mortaletto. L’ha fatto. Onore, devo dire che è una persona che ha capito perlomeno i ritmi della festa e quello che gli chiede la festa”.
Poi il riferimento inevitabile alla vittoria del Nicchio con Giovanni Atzeni detto Tittia. Guiggiani conosce bene il fantino e non nasconde la speranza di poterlo avere un giorno nuovamente alle proprie dipendenze: “Speriamo, speriamo”. Il capitano non aveva ancora avuto modo di complimentarsi personalmente con il vincitore, ma assicura: “Appena lo vedo lo farò sicuramente”.
Infine, una riflessione sulla dinamica della corsa e sul peso dell’accoppiata fantino-cavallo. “Non è negli ultimi anni. È quando ci sono questi cavalli che si conoscono. Sono tre cavalli forti, fortissimi, poi generalmente uno è sempre in alto e l’altro è sempre in basso”. E alla fine, secondo Guiggiani, è proprio il binomio a fare la differenza: “Quello che fa vincere il Palio è l’accoppiata, non è il cavallo singolo”.