Dal confronto sulle politiche industriali al lavoro, dall’istruzione pubblica al disagio giovanile, fino alla partita della leadership e delle alleanze in vista delle elezioni politiche del 2027. La tre giorni del Partito Democratico a Montepulciano, intitolata Pronti per l’alternativa, si chiude con l’obiettivo dichiarato di trasformare il confronto interno in una proposta politica capace di sfidare il governo guidato da Giorgia Meloni. Un’alternativa alla destra che, secondo i dem, ha impoverito il Paese e aggravato le disuguaglianze sociali.
A tracciare il bilancio dell’iniziativa è il segretario provinciale del PD di Siena, Nico Bartalini, che individua nel percorso avviato dal partito un passaggio di consolidamento politico e programmatico. “Quest’anno il titolo di questa iniziativa è stato “Pronti per l’alternativa”, ci siamo arrivati con un percorso che ci ha portato ad avere una proposta e uno spazio di confronto che possa diventare anche uno spazio aperto alla partecipazione di tutte quelle persone che credono che questa destra al governo debba essere mandata a casa”.
Da Montepulciano, secondo Bartalini, il PD esce con una discussione che dovrà trovare una traduzione concreta nella prossima campagna elettorale: “Usciamo con idee, con tante riflessioni, una ricchissima discussione su quelli che dovranno essere i temi centrali. Più che altro, dobbiamo intercettare quella domanda di radicalità e di forte cambiamento che c’è nel Paese, che la segretaria nazionale Elly Schlein interpreta e che siamo convinti sarà capace di raccogliere insieme a tutte le altre forze politiche del campo largo”.
“Il Paese è paralizzato, il governo racconta una storia che non esiste”
Il segretario provinciale dem guarda alle tensioni sociali delle ultime settimane, dalle proteste dei lavoratori alle difficoltà degli autotrasportatori, fino alle mobilitazioni dei giovani e degli studenti. Una domanda sociale che, secondo Bartalini, la politica deve saper ascoltare, riportando al centro il lavoro, i diritti e gli investimenti nei servizi pubblici.
“Io credo che il Paese sia paralizzato e che il governo e la presidente del Consiglio continuino a raccontarci una storia che non esiste – afferma Bartalini -. Gli autotrasportatori hanno deciso di fermarsi perché era diventato insostenibile il costo dei carburanti. C’è un’intera generazione che ha deciso di scendere in piazza insieme ai lavoratori e a tantissimi studenti, non tanto per distruggere le nostre città, come vorrebbero farci credere, ma per chiedere ancora più diritti, investimenti, risorse e soldi da destinare ai servizi pubblici“.
È proprio da queste sollecitazioni che, nella lettura del segretario senese, deve ripartire l’azione del centrosinistra, chiamato a ricostruire un rapporto con quei mondi che negli anni si sono allontanati dalla politica e dalla sinistra. “Credo che il Partito Democratico abbia fatto in questi anni un importante percorso che lo ha portato a essere un punto di riferimento anche per tutte quelle persone che si erano allontanate e avevano smesso di credere in quello che facevamo – sostiene Bartalini -. Il percorso della segretaria Elly Schlein è stato capace di ridare un’identità forte e credibile, di essere un partito capace di parlare al mondo dei lavoratori e dei giovani e quindi anche di guidare il cambiamento”.
Primarie, Bartalini punta su Schlein: «Vanno fatte il prima possibile»
Il nodo della leadership resta uno dei passaggi politici più delicati nella costruzione dell’alternativa. Se un anno fa proprio da Montepulciano era arrivata la consacrazione di Elly Schlein come candidata del PD alla guida del centrosinistra, oggi il confronto sulle primarie resta aperto, anche alla luce del ruolo e del peso politico di Giuseppe Conte.
Bartalini ribadisce la posizione del partito: “Se ci saranno le primarie, la candidata del PD sarà Elly Schlein. Questo lo abbiamo anche deciso in Assemblea e in Direzione nazionale. Credo che abbia dimostrato di avere tutte le caratteristiche per ricoprire il ruolo di presidente del Consiglio. La sua credibilità e la sua autorevolezza se le è conquistate sul campo, con il congresso del 2023 e poi tenendo insieme tutta la coalizione del Campo Largo, facendo un lavoro incredibile dal punto di vista dell’essere ostinatamente unitaria”.
Il segretario provinciale auspica inoltre tempi rapidi per sciogliere il nodo della scelta del candidato alla guida della coalizione. “Personalmente credo che, se dobbiamo fare le primarie, andranno fatte il prima possibile. Ma quello che è importante è che le primarie sono un passaggio che va vissuto con consapevolezza: non è quella la vera competizione, ma quella che ci aspetta nel 2027. I nostri avversari non sono i nostri alleati, ma il Governo e la presidente del Consiglio“.
Sondaggi e 2027: “Il centrosinistra ha i numeri per vincere”
Infine, il tema dei sondaggi che, negli scenari ipotizzati, continuano a prospettare difficoltà per il centrosinistra in un confronto diretto con Giorgia Meloni. Per Bartalini è ancora presto per trarre conclusioni definitive: “La politica ha dinamiche talmente veloci che è difficile fare previsioni a lungo termine – osserva, richiamando anche gli sviluppi della politica internazionale e le difficoltà delle destre -. I sondaggi devono essere tenuti in considerazione, ma non possono sostituire la verifica sul campo”.
La priorità resta dunque la costruzione di una coalizione compatta, capace di arrivare rapidamente a una scelta condivisa sulla leadership e di avviare una campagna elettorale partecipata.
“Credo che la coalizione di centrosinistra abbia tutti i numeri per poter vincere. Dobbiamo continuare a insistere nello stare il più compatti possibile, uniti, risolvere il prima possibile la questione del candidato e poi iniziare una grande campagna elettorale per cambiare l’Italia e mandare a casa il Governo Meloni”.
È questa la sfida che il PD vuole rilanciare da Montepulciano: trasformare il confronto programmatico in una proposta politica riconoscibile, capace di parlare alle difficoltà quotidiane di lavoratori, giovani e famiglie e di presentarsi alle elezioni del 2027 con una coalizione unita e una leadership definita.
