Santa Caterina da Siena protagonista nella Capitale, tra arte, spiritualità e prospettive istituzionali per il futuro del Santa Maria della Scala. È stata presentata oggi, lunedì 26 ottobre, al Ministero della Cultura, presso l’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte, la grande mostra internazionale “Santa Caterina da Siena. Estasi e ardore”, che dal 28 novembre 2026 al 30 marzo 2027 sarà ospitata nel complesso museale senese.
Una presentazione dal forte valore simbolico e istituzionale, che ha portato a Roma uno dei progetti culturali più importanti della prossima stagione espositiva di Siena. Ma quella nella Capitale è stata anche una giornata dedicata ai rapporti tra la città e il Ministero della Cultura, con al centro il percorso per il possibile ingresso del dicastero nella Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala.
Alla conferenza stampa hanno partecipato il sindaco di Siena Nicoletta Fabio, il cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino, il presidente della Fondazione Cristiano Leone e Alessandro Angelini, coordinatore dei curatori. Presenti anche il presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone e il presidente del Consiglio Superiore per i beni culturali e paesaggistici del Ministero della Cultura Claudio Strinati.
Oltre sessanta opere per raccontare Santa Caterina
Insignita della Medaglia del Presidente della Repubblica, la mostra riunirà oltre sessanta opere tra dipinti, sculture, disegni, incisioni e libri a stampa, attraverso un percorso articolato in sei sezioni.
L’esposizione, curata da Alessandro Angelini, Gabriele Fattorini e Michele Maccherini, ripercorrerà l’evoluzione dell’immagine di Santa Caterina tra la stagione successiva al Concilio di Trento e il pieno Seicento, fino al pontificato di Alessandro VII Chigi.
Al centro della ricerca, il modo in cui gli artisti hanno interpretato nei secoli la dimensione mistica e spirituale della santa, attraverso temi come l’estasi, le stimmate, la Passione di Cristo e il rapporto con l’Eucaristia.
Particolare attenzione sarà dedicata a Francesco Vanni, figura fondamentale nella costruzione dell’iconografia cateriniana, accanto a maestri come Ventura Salimbeni, Alessandro Casolani, Francesco Rustici, Rutilio Manetti e Raffaello Vanni.
Non soltanto una mostra d’arte, dunque, ma un percorso che intreccia storia religiosa, ricerca scientifica e identità senese.
Il Santa Maria della Scala e il legame con la santa
La scelta del Santa Maria della Scala assume un significato particolare. Proprio negli ambienti dell’antico ospedale, Santa Caterina prestava assistenza ai malati e si raccoglieva in preghiera. Nei livelli inferiori del complesso si trova ancora l’Oratorio di Santa Caterina della Notte, con la piccola cella legata alla presenza della santa.
L’esposizione si estenderà anche oltre gli spazi museali, attraverso un itinerario diffuso nei principali luoghi cateriniani della città: dalla Basilica di San Domenico agli oratori di Fontebranda, della Cucina e del Crocifisso delle Stimmate, fino alla chiesa di San Raimondo al Refugio e alla Cappella Chigi nel Duomo.
Prevista anche una nuova proposta di esperienze turistiche dedicate, sviluppate da DMO Terre di Siena in collaborazione con Siena Experience Italian Hub, per collegare il patrimonio artistico e spirituale all’offerta turistica cittadina.
Fabio: “Caterina permette ancora oggi di leggere la città nella sua profondità”
Per il sindaco Nicoletta Fabio, la mostra rappresenta un’occasione per valorizzare il patrimonio storico e culturale di Siena attraverso una delle sue figure più rappresentative.
“Questa mostra non restituisce soltanto alla città una delle sue figure più alte, ma anche la possibilità di riconsiderare Siena come uno spazio in cui patrimonio artistico, memoria religiosa e identità civile continuano a parlarsi”, ha dichiarato il primo cittadino.
“Caterina è una presenza che attraversa i secoli e che ancora oggi permette di leggere la città nella sua profondità”, ha aggiunto Fabio, sottolineando il valore di un progetto capace di trasformare Siena in un luogo di esperienza culturale che non si esaurisce nella sola visita museale.
Leone: “Al Santa Maria della Scala quel cammino torna alle sue origini”
A evidenziare il legame tra la santa e il complesso museale è stato anche il presidente della Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala, Cristiano Leone.
“Caterina da Siena apriva le sue lettere dichiarando di scrivere ‘nel prezioso sangue’ di Cristo, come se l’amore fosse il suo inchiostro. La sua fede aveva l’ardore del fuoco”, ha ricordato Leone.
Il presidente ha poi sottolineato come la mostra rappresenti un viaggio attraverso il tentativo degli artisti di dare forma all’esperienza mistica della santa.
“Al Santa Maria della Scala quel cammino torna alle sue origini”, ha spiegato, richiamando il valore storico dell’Oratorio di Santa Caterina della Notte, dove Caterina pregava e si prendeva cura dei malati.
Lojudice: “Una donna che ha saputo parlare ai papi e ai re”
Il cardinale Augusto Paolo Lojudice ha posto l’accento sull’attualità della figura cateriniana, ricordando il ruolo della santa nella storia della Chiesa e della società.
“Una donna che ha saputo parlare ai papi e ai re con una dialettica straordinariamente moderna”, ha dichiarato l’arcivescovo.
Secondo Lojudice, la forza del progetto è anche quella di restituire Santa Caterina non come una figura confinata nel passato, ma come una presenza ancora capace di interrogare la cultura contemporanea.
A Roma anche gli incontri per il futuro della Fondazione Santa Maria della Scala
La giornata romana ha avuto anche un risvolto istituzionale per il sindaco Fabio. Accanto alla presentazione della mostra, l’attenzione si è concentrata sul percorso per il possibile ingresso del Ministero della Cultura nella Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala, un’ipotesi sulla quale Comune e Ministero stanno lavorando da tempo.
Un passaggio che potrebbe rafforzare il ruolo nazionale del complesso museale, aprendo nuove prospettive di collaborazione istituzionale e di valorizzazione del patrimonio culturale senese.
Una mostra che guarda oltre Siena
La presentazione nella Capitale rappresenta intanto una tappa importante per la promozione nazionale del progetto espositivo dedicato a Santa Caterina.
La mostra, organizzata dalla Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala, coinvolge il Comune di Siena, i Musei Nazionali di Siena, l’Università degli Studi di Siena, l’Arcidiocesi, l’Archivio di Stato e l’Opera della Metropolitana.
L’appuntamento è fissato per il 28 novembre, con un’anteprima riservata alla stampa e alle istituzioni il giorno precedente. Fino al 30 marzo 2027 il Santa Maria della Scala ospiterà un percorso che punta a restituire, attraverso l’arte, la complessità di una donna che ha segnato profondamente la storia religiosa, politica e culturale europea.
Un progetto che parte da Siena, viene presentato a Roma e riporta al centro dell’attenzione nazionale la figura di Santa Caterina e il futuro di uno dei luoghi più rappresentativi della città.
