Pd di Siena, Valenti: “Lettera iscritti contro il commissario? Scelta sbagliata nella forma e nella sostanza”

Il segretario provinciale dem condanna metodo e sostanza: “Stupito dalla firma della capogruppo in consiglio comunale”

Di Cristian Lamorte | 25 Marzo 2024 alle 15:30

Riaprire il partito alla libertà di pensiero ed al pluralismo”. Questo è quanto invocato da un gruppo di iscritti al Pd Siena, quindici per l’esattezza, che chiedono la revoca del commissario del partito, ruolo assegnato al deputato Marco Sarracino. Una richiesta inviata alla stampa da una mail eloquente riportante il nome di NoKommissario. Una scelta condannata nel metodo e nella sostanza dal segretario provinciale dei dem.

La valuto sbagliata sia nella forma che nella sostanza – ribadisce Andrea Valenti -. Nella forma perché mi sembra un po’ strano che una lettera che parla di organismi e questioni regolamentari venga data prima alla stampa prima che essere discussa in degli organismi che ci sono. Nella sostanza perché il commissariamento di Siena è frutto di un percorso e non è un’imposizione dall’alto che arriva come un fulmine a ciel sereno. Vedere irregolarità mi sembra un metodo anacronistico di affrontare la questione, non ne capisco il senso”.

Una spaccatura nel Pd di Siena non è più di per sé neppure una notizia se non fosse che giunge all’indomani dei proclami di rilancio del partito stesso. E all’orizzonte non sono previsti provvedimenti nei confronti dei 15 dissidenti la cui assenza non è passata inosservata al primo incontro di Sarracino con gli iscritti.

Ognuno di loro si assume la responsabilità personale e politica di quello che ha scritto e io non ho elementi disciplinari nei loro confronti – spiega Valenti -. Non hanno commesso alcunché di rilevante dal punto di vista disciplinare. Poi c’è una valutazione politica e quella andrà assolutamente fatta. Ma credo che spetti in primis al commissario e poi saranno le iscritte e gli iscritti di Siena a giudicare quello che è stato scritto”.

A destare clamore è la prima firmataria tra i richiedenti della revoca del commissario: la capogruppo in consiglio comunale Giulia Mazzarelli.

E’ una firma che mi ha stupito perché secondo me chi ha un ruolo istituzionale all’interno di un partito dovrebbe quantomeno consultare il proprio gruppo rispetto a certe prese di posizione – sottolinea il segretario provinciale del Pd -. Poi io capisco che ognuno di noi oltre ad avere dei ruoli è anche un semplice iscritto o militante e a nessuno viene negato di esprimere la propria opinione in merito, ci mancherebbe, però quando si ricoprono ruoli una maggiore ponderatezza non sarebbe sbagliata”.

Cristian Lamorte

Giornalista dal 2006 ama il suo mestiere perché gli consente di alzarsi ogni mattina senza sapere cosa farà del resto del giorno. Ama le storie, quelle da leggere e quelle da raccontare. Detesta chi guarda invece che osservare, predilige un ricco silenzio ad un povero sproloquio. Nel tempo libero si dedica ai libri e al cammino, in un costante passo dopo passo lungo la linea sottile tra ragione e follia. La stessa linea che lo spinge a ricercare ogni giorno, dopo essersi svegliato, una nuova pagina da scrivere.



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