Pd, l’addio di Scaramelli, Valenti: “Rispetto per chi ti ha affidato incarichi importanti”

Susanna Cenni: “Non si parli di separazione consensuale”

Primi malumori dopo la decisione di Stefano Scaramelli di lasciare il Pd e formare insieme alla collega Titta Meucci il gruppo di Italia Viva. A far arrabbiare la parlamentare Susanna Cenni e il segretario provinciale Andrea Valenti è stata l’intervista rilasciata al quotidiano La Nazione.  “Ciò che leggo questa mattina – scrive sul suo profilo facebook Cenni –  è veramente impressionante ed ingeneroso,  perchè proprio qui in questi mesi il segretario Andrea Valenti ha fatto un lavoro convinto di ricostruzione unitaria, dopo un impegno incessante per le ultime elezioni Europee ed Amministrative. Ovunque, anche in quei Comuni in cui si combatteva sul filo del rasoio facendo i conti con liste pseudo civiche nate prima di tutto contro i candidati del Pd. Anche li si è lavorato per ricomporre, per aprirsi, per includere e per mantenere la a guida delle amministrazioni al centrosinistra. Ecco, il Pd, questo sforzo incessante, lo ha fatto”.

Non sono da meno le parole del segretario provinciale Valenti: “Ho letto una intervista di Stefano Scaramelli quanto meno sconcertante. Come ho scritto ieri, le scelte personali si rispettano, e apprezzo chi le fa con chiarezza.
Ma serve anche un ulteriore rispetto, quello verso una comunità che ti ha dato tanto, ti ha affidato incarichi importanti, per lungo tempo in buona parte ti ha riconosciuto come esponente di rilievo.
Tutte quelle persone sono sempre lì, la maggior parte ci resterà, meritano rispetto. Leggere di guerre per bande nel PD di Siena, che per anni è stato piatto sulle posizioni di chi oggi si lamenta, fa abbastanza ridere per chi quella stagione l’ha vissuta. Se c’è stata una guerra, chi scrive quelle cose era come minimo un capo guerrigliero, non di certo un gregario. Su Siena onestà vorrebbe che tutti, ma proprio tutti, chiedessero scusa ai cittadini e agli elettori, analizzassero i clamorosi errori commessi e lavorassero da subito per l’alternativa. Il Partito Democratico di Siena, dopo una faticosa fase di ricostituzione, ha iniziato a farlo. Altri sembra proprio di no”.

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