Piano operativo Comune di Siena, gli ordini degli architetti, geometri ed ingegneri: “Farraginoso e complesso”

Da domani in Consiglio la maratona del piano operativo che dovrà fare i conti con le varie osservazioni. Gli ordini professionali non contenti: "Testo di difficile lettura, inutile complicazione all'impianto normativo, tanti divieti anche senza logica"

Da lunedì 14 parte la maratona sul piano operativo, che prima di essere approvato dovrà fare i conti con le osservazioni che giungono da varie direzioni. 50 arrivano dalla Regione Toscana, altri quesiti tecnici sono invece degli ordini professionali di ingegneri, architetti e geometri della provincia di Siena, che si dicono non soddisfatti di un testo ritenuto troppo complesso,  che contraddirebbe il protocollo di collaborazione nato tra Comune e ordini con lo scopo di semplificare e sburocratizzare.

“Il Comune di Siena nella prossima settimana inizierà l’esame delle osservazioni del piano operativo il cui testo normativo si presenta farraginoso e di difficile attuazione – sottolineano gli ordini con un comunicato- Nonostante le più che condivisibili premesse metodologiche e strategiche sulla diminuzione del consumo di suolo ed i conseguenti rigenerazione e riuso, passando dalla teoria alla pratica le prescrizioni radicali contenute nelle norme del piano in realtà non consentiranno di poter recuperare il patrimonio edilizio esistente. Basti pensare che in tutto il centro storico, a prescindere dal valore del singolo edificio, non si potranno in nessun caso rifare solai, aprire finestre, lucernari e tante altre opere, che sono indispensabili per poter ridare funzionalità a vecchi edifici, architettonicamente modesti, nei quartieri popolari della città storica”.

“Anche gli edifici posti nelle campagne sono assoggettati quasi tutti, indistintamente, alle stesse e stringenti prescrizioni – proseguono gli ordini professionali – Oltre a ciò tutto l’impianto normativo è articolato in modo da rendere ancor più complicate le regole dettate dalle norme nazionali e regionali. Il dispiacere degli ordini e collegi è conseguenza anche del fatto che proprio con il comune di Siena si era instaurato un protocollo di collaborazione per evitare i problemi legati agli eccessi burocratici che affliggono l’edilizia, con conseguenze disastrose per gli operatori del settore. Purtroppo questo impegno si è dimostrato inutile perché il Piano Adottato nello scorso mese di maggio contravviene ai principi di chiarezza e semplicità che insieme all’amministrazione ci eravamo proposti raggiungere al momento della firma del predetto protocollo”.

“Una volta pubblicato il piano adottato si sono redatte una lunga serie di osservazioni e suggerimenti, mirati a razionalizzare le regole dettate dal nuovo piano, con l’auspicio di poter dare un concreto contributo per evitare di aggravare la pesante crisi economica in corso pre e post covid – è la richiesta – Preme mettere in evidenza il fatto che anche gli incentivi statali del nuovo superbonus 110%, saranno di difficile applicazione a causa dell’inutile complessità delle norme di attuazione del nuovo piano; al contrario, è stata completamente ignorata (e quindi non sarà gestita!) la problematica che si porrà con questi tipi di interventi, che con la realizzazione di cappotti esterni potrebbero stravolgere esteticamente quartieri fuori vincolo come l’Acquacalda. In conclusione ci auspichiamo un’attenta valutazione delle nostre osservazioni che possano far riflettere l’amministrazione sull’inopportunità di mantenere l’impianto delle norme adottate nello scorso mese di maggio”.