Piccini su donazione opere al Santa Maria: “L’esposizione sarebbe una proposta vecchia”

Il consigliere di Per Siena critico verso il Comune per la gestione delle opere d’arte contemporanea donate

Pierluigi Piccini, consigliere comunale di Per Siena, si è posto criticamente verso la gestione del Comune riguardo le opere d’arte contemporanea donate da un anonimo e che saranno esposte al Santa Maria della Scala (LEGGI QUI). L’accettazione della donazione sarà deliberata nel prossimo Consiglio comunale del 29 luglio.

“Bisogna avere tutta una serie di elementi prima – afferma ai microfoni di Siena Tv – non si può prendere per buona l’autocertificazione che fa la donatrice. Il Comune deve incaricare un perito di parte previsto dal ministero per effettuare una schedatura opera per opera, così da stabilire valore, stato di conservazione e provenienza, con una comunicazione a Guardia di Finanza e carabinieri. In questo modo si ha una valutazione certa da portare a patrimonio e per le assicurazioni. Poi c’è da valutare l’allestimento, quanto costa e quanto costa la sorveglianza”.

“Voler esporre 478 opere, ma c’è obbligo per 250, ed è sempre tanto – continua – vuol dire irrigidire il Santa Maria in una funzione che non le è propria. Nessun museo d’arte contemporanea con fa una così, l’arte contemporanea vuole ricerca, dinamismo, esporre in questo modo è frutto di una cultura napoleonica e neopositivista, che non ha senso rispetto alla cultura digitale in cui siamo dentro e all’ipermoderno rappresentato dall’arte contemporanea. E’ una proposta vecchia che non proietta la città verso il futuro. Vogliamo sapere i costi complessivi dell’operazione”.

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