Piccolomini, i genitori delle classi di Montarioso: “Scettici sulle intenzioni della preside di risolvere i problemi”

"Rimaniamo vigili e collaborativi. Pronti a intervenire per ristabilire la pari dignità e opportunità per gli studenti"

Continua la querelle firmata “Piccolomini”, scoppiata intorno alla questione delle sezioni dislocate nell’ex convento di Montarioso che a febbraio scorso, in seguito all’ordinanza del sindaco De Mossi sulla sospensione della didattica in presenza, hanno continuato ad andare a scuola perché in un altro comune. Il tema è stato al centro anche dei vari incontri tra le parti avvenuti durante la settimana, ma a quanto pare siamo ancora lontani dalla parola fine. Dopo gli interventi delle sigle sindacali e della dirigente scolastica, arriva oggi quello dei genitori degli studenti delle 5 classi dell’indirizzo Economico sociale.

“Si è tenuta pochi giorni fa una seduta straordinaria del Consiglio di Istituto del Piccolomini – ricordano – straordinarietà forse attribuibile, nelle intenzioni dell’”ordinante”, al fatto che finalmente si parlasse di Montarioso, che di straordinario purtroppo non ha più nulla per gli studenti della sez. C del Liceo delle Scienze Umane, che da ottobre scorso sono costretti a farvi lezione tra autobus insufficienti, servizi igienici promiscui e non a norma, barriere sensoriali e fisiche. Ci chiediamo se sia questo il diritto allo studio che la DS sbandiera nel suo recente comunicato ai giornali”, in riferimento a quanto spiegato dalla professoressa Fontani nella nota stampa di ieri.

“Nello stesso Consiglio è stata negata la richiesta di integrazione dell’ordine del giorno, proposta da vari consiglieri, di esaminare una delibera che uniformasse le modalità di erogazione della didattica per tutti i licei del Piccolomini, risolvendo così il problema legato alle 5 classi distaccate a Montarioso sul territorio di altro Comune – proseguono nel comunicato – Sembra poi che il Consiglio si sia concluso con una dichiarazione di intenti della DS e del suo staff (ma esiste uno staff negli ordinamenti scolastici?!) di interloquire con le istituzioni competenti per trovare una soluzione al problema senza però il coinvolgimento del comitato dei genitori, già ritenuto fondamentale ad ottobre, quando agli stessi (ancora non costituiti in comitato) fu richiesta una fattiva collaborazione al motto di “l’unione fa la forza”, motto rimasto misera lettera morta come prova (una delle tante) dalla mancata partecipazione della D.S. al tavolo di lavoro, cui era stata invitata per iscritto e per le vie brevi, svoltosi con la Provincia, l’ufficio Scolastico Provinciale e il Comitato dei genitori”.

E poi ancora “In merito al trasferimento delle 5 classi dell’indirizzo economico sociale a Montarioso è peraltro utile citare quanto comunicato dalla stessa DS nel Consiglio di Istituto del 30 ottobre 2020 (rif. Verbale): “considerato che la sede aggregata si prospettava a medio lungo termine si è giunti alla determinazione di spostare a Montarioso un corso unitario, ovvero l’economico sociale, per avere un criterio che offrisse maggiore stabilità per gli anni successivi”. È evidente quindi che la Sua decisione di trasferire l’economico sociale a Montarioso non fosse nelle intenzioni affatto temporanea, ma bensì scollegata all’emergenza pandemica (decisione peraltro formalizzata senza il rispetto dei procedimenti previsti, sotto forma di semplice circolare)”

“Per quanto esposto i genitori – conclude la nota – pur accogliendo con attenzione la manifestazione di interesse della DS e del Presidente del Consiglio di Istituto, rimangono scettici sulla efficacia del loro intervento visto che fino ad ora Montarioso per loro non presentava alcun problema, nonostante le carenze e i conseguenti disagi fin qui vissuti da studenti, famiglie e personale. Come genitori rimaniamo vigili e collaborativi e pronti ad intervenire nei modi e nei tempi che riterremo utili al fine di ristabilire la pari dignità di ogni liceo ed indirizzo e più in generale le pari opportunità didattiche e formative per tutti gli studenti. Ci auguriamo che anche gli Uffici Scolastici Provinciale e Regionale ed il Miur facciano altrettanto”.