La drammaturgia musicale in forma di concerto attraversa l’intero Chigiana International Festival con progetti originali e produzioni in prima assoluta. Martedì 8 luglio, a Palazzo Chigi Saracini (Cortile, ore 21.15) debutta Divina gemma, come dura pietra. Tempeste e passioni di due imperdonabili, una “costellazione drammaturgica” di Guido Barbieri su musiche di Hans Werner Henze, che indaga il legame intellettuale e affettivo con Ingeborg Bachmann. La produzione originale, realizzata in prima mondiale dell’Accademia Chigiana, intreccia parola e musica in un dialogo serrato tra due voci recitanti, quella di Guido Barbieri e di Astra Lanz, e il suono del duo di chitarre, quelle dell’Yvette Duo, che si compone delle chitarriste Silvia Tosi e Veronica Barsotti.
Il versante letterario del reading è costituito dalla lettura dall’epistolario tra Hans e Inge, pubblicato in italiano con il titolo Lettere da un’amicizia. Il versante musicale è costituito invece da una scelta di alcuni dei brani destinati da Henze alla chitarra sola: la musica di Minette. Canti e rimpianti amorosi per due chitarre di Henze, dall’opera The English Cat, nella versione arrangiata da Jürgen Ruck (1998).
Ne emerge innanzitutto il ritratto di una scrittrice “imperdonabile”, perennemente “a disagio nel mondo”, che sentiva la scrittura non come una narcisistica esplorazione dell’io, bensì come una a volte dolorosa e imprescindibile necessità quotidiana. In perfetta assonanza con il suo altrettanto imprescindibile amico, dal quale troppo presto si è congedata.
«Imperdonabile – secondo la scrittrice e poetessa Cristina Campo – è chi coltiva la “passione per la perfezione”, chi si confronta quotidianamente con l’assoluto e di conseguenza entra inevitabilmente in conflitto con il mondo, racconta Guido Barbieri. A questa élite dei “cuori pensanti” appartiene di diritto, tra le altre grandi del Novecento, anche Ingeborg Bachmann, la scrittrice austriaca che ha intrattenuto un intenso sodalizio artistico e “sentimentale” con Hans Werner Henze».
«Coetanei, nati entrambi nel 1926, Inge e Hans si incontrano per la prima volta nel 1952 e scoprono un’immediata e profondissima affinità. È l’inizio di una “corrispondenza” affettiva, intellettuale, politica e umana che durerà esattamente ventun anni, fino a quanto cioè, nel 1973, Bachmann termina la sua esistenza. Di questa relazione così fertile rimangono due tracce visibili. Innanzitutto, le opere scritte “a quattro mani”: soltanto cinque (un lascito minimo in un catalogo generoso come quello di Henze), ma culminate in due opere cardine del Novecento: Der Prinz von Homburg, del 1960 e Der junge Lord del 1965. E poi, in secondo luogo, le circa duecentocinquanta lettere (219 quelle di Hans, appena 33 quelle di Ingeborg…) che costituiscono uno dei più appassionanti carteggi del secolo scorso. Ma la presenza-assenza di Henze, del suo pensiero, delle sue predilezioni, dei suoi consigli affettuosi si avverte spesso, sottotraccia, anche negli scritti poetici e giornalistici di Bachmann. In particolare, in quelli ispirati all’Italia o nati in quella che entrambi consideravano la loro patria elettiva».
La giornata di mercoledì 8 si apre però già alle 18, nel Cortile di Palazzo Chigi Saracini, con “Hans Werner Henze 100”, un incontro con studiosi, esperti e collaboratori di Henze – Gastón Fournier-Facio, Michael Kerstan (direttore della Hans Werner Henze Stiftung), Vera Grund, Sandro Cappelletto, Susanna Pasticci e Karsten Witt – che dà luogo a una conversazione a più voci moderata da Stefano Jacoviello.
L’appuntamento è completato dalla proiezione del documentario “Hans Werner Henze tra Italia, Germania e Inghilterra”, su idea, progetto e realizzazione di Fournier-Facio e del regista, fotografo e critico cinematografico e musicale Anton Giulio Onofri, che propone un ritratto di Henze “in movimento”: non una figura cristallizzata nel tempo, ma un compositore che attraversa geografie, esperienze e linguaggi. Un documento di eccezionale valori, perché restituisce l’ultima intervista di Henze prima della scomparsa.
L’incontro con Ingeborg Bachmann segna il definitivo distanziamento di Henze dal rigido serialismo della Scuola di Darmstadt, e apre al suo incontro con l’Italia, spiega nel suo illuminante saggio introduttivo al programma di Henzo 100 prodotto dalla Chigiana. Gaston Fournier-Facio. Henze non ha mai nascosto “un suo serio concetto tecnico, estetico e morale sul carattere ‘disumano’ dell’arte d’avanguardia, che può diventare un artificio di moda”. Secondo Franco Serpa, citato da Fournier, Henze ha sempre creduto nella sua ‘poetica’ collegata alle radici romantiche del primo espressionismo viennese: la sua fiducia «nei contenuti della musica, nei suoi significati percepibili e quindi anche nell’effetto, ‘sociale’ e politico….di ogni musica composta su un contenuto non musicale. Per lui la musica, e non solo la sua musica, esprime affetti, immagini, valori, caratteri, volta per volta secondo necessità individuali, ritrovando simboli psicologici, figure mitiche e racconti antichi. Ma li esprime con la musica, solo alla quale cedono la loro essenza simboli e racconti, e costruisce così la sua forma secondo un significato, anche quando non si serve delle parole. E per tutto questo Henze era venuto in Italia».
Conosciuta nel 1952, durante un incontro del circolo di letterati Gruppo 47 al Castello di Berlepsch, la poetessa austriaca Ingeborg Bachmann viene descritta da Hanze «un essere incantevole, con grandi occhi magnifici, ciglia tremanti e mani splendide, la cui aura emanava sensibilità, la qualità in persona, una creatura di pura grazia e fascino, come se fosse nata da un usignolo». «Lei aveva sei giorni più di me, ma la sua conoscenza del mondo, delle persone e dell’arte era così superiore alla mia che avrebbe potuto essere più vecchia di me di duemila anni. In lei trovai un sostegno, il Suo Spirito mi sollevò nella mia debolezza».
Quell’anno Henze compone per i Berliner Festwochen L’idiota, un mimo-dramma dall’omonimo romanzo di Fëdor Dostoevskij su una poesia della Bachmann, Un monologo del principe Myškin. Nel 1953 Henze lascia la Germania e si stabilisce in Italia, nell’isola d’Ischia, dove frequenta W.H. Auden e Chester Kallman e dove verrà raggiunto dalla Bachmann. Nel 1955 partecipa per l’ultima volta ai Corsi estivi di Darmstadt, dove insegna composizione insieme a Boulez e Maderna e conosce Stockhausen.
Nel 1957, in seguito alla Prima berlinese della sua Maratona di danza (balletto neorealista su soggetto e alla presenza di Visconti, con scene di Renzo Vespignani), Henze si trasferisce con la Bachmann da Ischia a Napoli dove compone: Nachtstücke und Arien (Notturni e Arie) su due poesie della poetessa austriaca incorniciate da tre brani strumentali. Sarà un commiato alla rigidità del serialismo dodecafonico. Come osservò lo stesso Henze, «con questa partitura avevo raggiunto una posizione che difficilmente avrebbe potuto essere più lontana da quella della cosiddetta Scuola di Darmstadt. Quindi non sorprende affatto che alla sua prima esecuzione a Donaueschingen….tre rappresentanti dell’altra fazione – Boulez, il mio amico Gigi Nono e Stockhausen – balzarono in piedi dopo le prime battute e lasciarono la sala in segno di protesta, rinunciando alle bellezze delle mie ultime creazioni».
La collaborazione con la Bachmann si sviluppa, nel campo teatrale, con Der Prinz von Homburg (Il Principe di Homburg, 1959, commissione dell’Opera di Amburgo), dall’omonimo dramma di Heinrich von Kleist, un un testo emblematico sulla dicotomia tra rispettare gli ordini e il fare ciò che è moralmente giusto; evidenziando la crudele contrapposizione fra regole formali (la ragione di stato) e il bene sociale.
Nel 1964 Henze compone Canzoni da un’isola, su poesie della Bachmann. Queste canzoni riflettono il loro amore condiviso per l’Italia (Ischia, Napoli, Roma) e trasfigurano il paesaggio mediterraneo in una dimensione poetica intima, attraverso un linguaggio musicale lirico ma complesso, capace di integrare elementi neoclassici con le istanze della modernità, mantenendo una forte componente espressiva e sensuale. Molto significativa sarà l’ultima collaborazione di Henze con la Bachmann, Der junge lord (Il giovane Lord, 1964, commissione della Deutsche Oper di Berlino). Si tratta della sua prima opera comica: una satira sarcastica dell’ipocrisia, il conformismo e la crudeltà della società borghese espressa attraverso la storia di una scimmia educata a comportarsi come un lord inglese. L’opera dimostra per la prima volta l’acuto interesse di Henze per la critica sociale, che diventerà un suo tratto caratteristico a partire dal 1968.
Guido Barbieri, storico della musica e drammaturgo, oer vent’anni critico musicale del quotidiano La Repubblica Guido Barbieri scrive attualmente per pagine culturali de Il Manifesto. Dal 1980 voce “storica” di Radio 3 e docente di Storia della musica nei conservatori italiani, si dedica principalmente, oggi, alla drammaturgica musicale, rivolgendo una particolare attenzione alla musica della realtà e alle scritture biografiche.
Ha scritto testi, libretti e readings destinati ad alcuni dei maggiori compositori italiani: Ennio Morricone, Giorgio Battistelli, Adriano Guarnieri, Azio Corghi, Ivan Fedele, Claudio Ambrosini, Lucia Ronchetti, Silvia Colasanti, Riccardo Nova, Andrea Molino, Fabio Cifariello Ciardi, Fabrizio De Rossi Re, Claudio Rastelli, Mauro Cardi, Luigi Ceccarelli, Paolo Marzocchi, Massimo Marchi, Michele Tadini, Luigi Sammarchi, Carla Magnan, Carla Rebora, Marcello Fera, Gabrio Taglietti, Massimo Pupillo, Orazio Sciortino, Giovanni Bonato, Cristian Carrara e molti altri.
Ha condiviso il palcoscenico, nel ruolo di voce narrante e recitante, con musicisti come Mario Brunello, Giuliano Carmignola, Andrea Lucchesini, Marco Rizzi, Alessio Allegrini, Luca Franzetti, Francesco Dillon, Gabriele Mirabassi, Michele Marco Rossi, Massimo Mercelli, Laura Catrani, Monica Bacelli, Susanne Bungaard, Luigi Attademo, Ramin Bahrami, Maurizio Baglini, Silvia Chiesa, Gabriele Pieranunzi, Francesco Senese, Roberto Prosseda, Federica Lotti, Giuseppe Andaloro, Valentina Coladonato, Manuel Zurria, Oscar Pizzo, Carlo Guaitoli, il Quartetto Prometeo, l’Ensemble Ars Ludi, il quartetto vocale Faraualla, il Trio Hermès, la Reverdie, Il Duo Alterno, l’Ensemble Musagète, Frankie Hi-Nrg.
I suoi testi sono stati messi in scena e interpretati, in diversi teatri italiani e stranieri, da personalità dell’arte e del teatro come Giorgio Barberio Corsetti, Elio De Capitani, Fabio Cherstich, Alessio Pizzech, Cesare Scarton, Carlo Cecchi, Ottavia Piccolo, Iaia Forte, Elena Bucci, Toni Servillo, Maria Paiato, Sonia Bergamasco, Moni Ovadia, Mohammed Bakri, Vinicio Marchioni, Gabriella Compagnone, Astra Lanz, Alessio Boni, Mimmo Borrelli, Vanessa Beecroft e altri.
Tuttora scrive saggi e tiene conferenze per le maggiori istituzioni musicali italiane. Ha collaborato come tutor alla Biennale Musica di Venezia ed è stato direttore artistico della stagione “Contemporanea” presso la Fondazione Musica per Roma, della Società Aquilana dei Concerti, del Teatro delle Muse di Ancona e della Società dei Concerti “Guido Michelli” di Ancona. Attualmente è consigliere artistico della Fondazione Nazionale Archivio del Diario e membro del Comitato Scientifico dell’Archivio Nono di Venezia. Fa parte stabilmente delle giurie del Premio letterario “Lorenzo Da Ponte” di Treviso e del “Premio Erice”.
È consulente editoriale della rivista “IF. Il racconto dei festival”. Dal gennaio del 2024 è membro della Commissione Musica presso il Ministero della Cultura.
L’esecuzione di Divina Gemma rientra nella programmazione dell’articolato focus dedicato quest’anno dal Festival a Hans Werner Henze (1926–2012), nel centenario della nascita: un omaggio di straordinaria ampiezza a uno dei compositori più influenti e radicali del Novecento, la cui eredità continua a interrogare in profondità il presente della musica. Figura di riferimento del panorama musicale internazionale, profondamente legata all’Italia e alla sua cultura, Henze scelse il nostro Paese come luogo di vita e di lavoro: dall’isola di Ischia, dove si stabilì negli anni Cinquanta, fino a Montepulciano, da lui stesso definita una propria “isola” creativa, spazio privilegiato di elaborazione artistica e progettuale, in un continuo dialogo tra identità, linguaggio e impegno.
Con un totale di 42 composizioni in programma, tra le più significative, e quattro film, il Festival delinea uno dei più estesi e articolati percorsi mai dedicati a Henze: dalla produzione sinfonica e corale alle opere cameristiche, fino alle pagine per strumento solo, emerge la ricchezza di un corpus attraversato da una tensione costante tra ricerca formale, espressività e responsabilità civile. Il Festival con il suo focus sulla figura di Hans Werner Henze, nell’anno del 75° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania, ha ricevuto il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania e del Goethe Institut.
«Il Focus Henze 100 si configura così non soltanto come un percorso musicale, ma come una vera e propria piattaforma interdisciplinare di riflessione e creazione – spiega il direttore artistico Nicola Sani. – Hans Werner Henze è una figura che sfugge a ogni classificazione univoca: autore capace di attraversare linguaggi, contesti e discipline, costruendo un rapporto profondamente originale tra creazione artistica, pensiero critico e impegno civile. La sua opera si colloca in una posizione di costante tensione tra tradizione e sperimentazione, tra teatro musicale, scrittura sinfonica e dimensione cameristica, mantenendo sempre una forte consapevolezza etica e politica, che ne rende oggi particolarmente urgente l’ascolto.
Con la direzione artistica di Nicola Sani, il Chigiana International Festival 2026 si distingue nel panorama dei grandi festival europei per una formula unica in Italia: quella di saper unire, in un unico organismo vitale, l’alta formazione, il sostegno all’avvio alla carriera dei futuri protagonisti del concertismo internazionale, la grande produzione concertistica con interpreti d’eccezione e la creazione di opere ed eventi destinati al grande pubblico. Un modello integrato e sostenibile, che non si limita a raccontare il presente della musica, ma contribuisce attivamente a costruirne il futuro.
Il programma si articola in 9 percorsi tematici – Special Events, Legends, Today, Opera, Off the wall, Factor, Lounge, Appuntamenti Musicali, Chianti Classico Experience – che guidano il pubblico attraverso altrettante “isole” del Festival: concerti sinfonici, spettacoli d’opera e teatro musicale, con 7 formazioni in residenza, oltre 40 prime esecuzioni, di cui 13 prime esecuzioni assolute, alcune commissionate direttamente dall’Accademia Chigiana. Oltre 800 interpreti coinvolti, provenienti da tutto il mondo, accanto ai giovani talenti della 95a Chigiana Summer Academy, con 32 corsi di alto perfezionamento che confermano l’istituzione senese come uno dei centri di formazione musicale più prestigiosi e visionari a livello internazionale.
Isole è il titolo-guida della 12a edizione e ne definisce l’indirizzo progettuale: una struttura aperta e articolata, capace di accogliere differenze, attraversamenti e relazioni. Un titolo che è già una chiave interpretativa, una bussola per orientarsi. Ogni composizione, progetto e concerto diventa un’isola: un universo autonomo, con la propria identità e il proprio linguaggio e, al tempo stesso, in dialogo con gli altri, parte di un arcipelago più vasto. La musica non come continente unico e uniforme, ma come costellazione di mondi diversi, ciascuno indispensabile per comprendere la complessità del paesaggio sonoro di ieri, di oggi e di domani.
Biglietteria e informazioni | I biglietti possono essere acquistati on-line sui siti www.chigiana.org o www.TicketOne.it e presso le Biglietterie di Palazzo Chigi Saracini; il giorno del concerto la vendita proseguirà presso le rispettive sedi, a partire da due ore prima dello spettacolo.
Per consentire l’accesso agli spettacoli dal vivo di una ampia fascia di appassionati di musica, i biglietti avranno un prezzo unico di 25 euro (posti ridotti 20 euro), con prezzo speciale per gli studenti (5€). Riduzioni per gli under 26 e over 65 anni, per gli Abbonati MIV 2025/26 e altri enti convenzionati. Per informazioni: tel. 0577-220922 oppure via e-mail: [email protected]