La Corte d’Appello di Firenze ha confermato la condanna a 6 anni nei confronti di Manolo Portanova per il reato di violenza sessuale di gruppo. I fatti contestati risalgono al maggio 2021 e riguardano la denuncia presentata da una giovane a Siena. I giudici di secondo grado hanno dunque ribadito la decisione già espressa in primo grado.
All’uscita dall’aula, nell’attesa della sentenza, il calciatore, oggi in forza alla Reggiana ed ex Genoa, ha commentato con toni duri l’esito del processo.
“No, è assurdo. Sono cinque anni che sto vivendo una situazione incredibile. Portare prove della mia innocenza non basta. Non so cosa fare”, ha dichiarato Portanova.
Il giocatore ha espresso forte contrarietà rispetto alla decisione della Corte: “Era talmente ovvio oggi assolvere che addirittura hanno riconfermato una cosa assurda. È stata quella di un ragazzo buono che è amato da una città. Prima di essere un giocatore sono un uomo e qui l’uomo lo stanno infangando con una roba assurda che non gli appartiene”.
Portanova ha poi aggiunto: “Stiamo facendo del male alla ragazza perché le stiamo facendo credere realmente che questa cosa è successa. Mi dispiace. Continuerò a lottare come ho sempre fatto, non mi abbatto assolutamente per un’altra condanna. So di essere innocente e lo urlerò fino alla fine”.
Sul fronte processuale e sulle possibili azioni future, il calciatore ha confermato la volontà di proseguire il percorso giudiziario: “Io vado avanti all’infinito. Non posso perdere la mia vita calcistica. Gioco a calcio da quando ho 4 anni, è sempre stato il mio sogno. Sicuramente non mi fermo. Il mio avvocato non si fermerà perché crede nelle carte”.
Portanova ha infine ribadito la propria fiducia nella giustizia, pur criticando le sentenze fin qui emesse: “Credo moltissimo nella giustizia, anche se non sia stata applicata in queste due sentenze. La verità può venire a galla dopo”.
Il caso, che prosegue da oltre cinque anni, resta ora aperto agli eventuali ulteriori gradi di giudizio.