Si alza il fronte politico contro l’ipotesi di chiusura o ridimensionamento del punto nascita dell’ospedale di Campostaggia, a Poggibonsi. Il consigliere regionale di Futuro Nazionale, Massimiliano Simoni, ha depositato una mozione in Consiglio regionale della Toscana per chiedere il mantenimento, la salvaguardia e il potenziamento del servizio, accogliendo l’istanza avanzata da Michela Guerrini, referente provinciale del partito per Siena.
Il punto nascita di Campostaggia rappresenta un presidio sanitario strategico per l’intera Valdelsa, servendo un bacino di oltre 100mila abitanti. Le recenti notizie su una possibile chiusura, legata al mancato raggiungimento della soglia ministeriale di 500 parti annui, hanno suscitato forte preoccupazione tra cittadini e amministratori locali.
“Come referente provinciale di Futuro Nazionale per Siena, ho promosso con forza questa azione politica per difendere un presidio sanitario vitale per il nostro territorio – dichiara Michela Guerrini -. Il punto nascita di Campostaggia ha storicamente garantito standard elevati di sicurezza, eccellenza e umanizzazione delle cure. Il calo demografico non può essere ridotto a un semplice parametro numerico per giustificare il taglio di servizi di prossimità”.
Attraverso la mozione, Futuro Nazionale chiede alla Regione Toscana di esprimere una posizione netta contraria a qualsiasi ipotesi di chiusura, ridimensionamento o sospensione delle attività del punto nascita. Tra le richieste avanzate anche la convocazione immediata di un tavolo di concertazione tra i sindaci della Valdelsa, la Regione e le associazioni del territorio, per monitorare la situazione e individuare soluzioni condivise.
Il documento sollecita inoltre lo stanziamento di risorse economiche e di personale adeguate per garantire la piena operatività del servizio 24 ore su 24.
Per Futuro Nazionale, la valutazione sui punti nascita non può basarsi esclusivamente su logiche numeriche o di risparmio economico, ma deve tenere conto delle specificità territoriali e delle competenze professionali presenti nella sanità toscana. Una posizione che rilancia il dibattito sul futuro dei servizi sanitari di prossimità nelle aree periferiche della regione.