Il futuro dei punti nascita nella provincia di Siena e nell’area della USL Toscana Sud Est torna al centro del dibattito politico. Le recenti indicazioni del Comitato Percorso Nascita Nazionale del Ministero della Salute hanno tracciato un quadro preoccupante: semaforo verde con monitoraggio o deroghe per Montevarchi e Nottola, ma giudizio tecnico negativo per Campostaggia, destinato alla chiusura a causa del calo delle nascite. Sull’argomento e sulle prospettive per la tutela dei servizi sul territorio interviene il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Enrico Tucci.
Consigliere, il Comitato Percorso Nascita Nazionale ha espresso il suo parere sui punti nascita della USL Sud Est al di sotto dei 500 parti l’anno: Nottola ha ottenuto una deroga temporanea di 12 mesi, Montevarchi sarà sottoposto ad un monitoraggio di 6 mesi, mentre per Campostaggia è stata esclusa ogni deroga ed è stata data indicazione per la chiusura. Che giudizio dà di questi pareri?
“Si tratta di situazioni del tutto diverse tra loro. Montevarchi è sulla giusta strada di un aumento consistente dei parti e sicuramente nel 2027 raggiungerà il numero fatidico di 500 parti, per cui continuerà verosimilmente a rimanere aperto senza problemi. Nottola è un punto nascita che sicuramente andrà avanti di deroga in deroga perché serve un bacino di oltre 150.000 utenti, toscani ed umbri, che non hanno reali alternative. I numeri e la vicinanza alle Scotte mettono invece in seria discussione il punto nascita di Campostaggia dove nel 2025 si sono verificati 464 parti e la tendenza per il 2026 è in diminuzione. Il giudizio tecnico del Comitato è pertanto negativo”.
La sindaca di Poggibonsi per prima, seguita dagli altri sindaci interessati e dal Presidente della Regione Giani, sono insorti contro la decisione ministeriale e chiedono che tutti i punti nascita rimangano aperti. Qual è la sua posizione?
“Nel ribadire che siamo di fronte ad un giudizio tecnico che con questi presupposti non poteva essere diverso, di certo non accadrà che i NAS dal primo settembre chiudano il punto di nascita di Campostaggia. Mi immagino che inizierà un dialogo serrato con la Regione Toscana, che potrebbe proporre la creazione di una struttura funzionale interaziendale, tra USL e Azienda Ospedaliera Universitaria, che garantisca i parti “normali” anche in Valdelsa e quelli “a rischio” alle Scotte. Noi siamo favorevoli ad una simile soluzione. Dobbiamo ricordare che anche alle Scotte siamo in una situazione difficile: a fronte del numero minimo di 1000 parti annui richiesti per un punto nascita di secondo livello, nel 2025 i parti sono stati 809 e la tendenza per il 2026 è in diminuzione. Vedremo se la politica, con un’azione bipartisan, riuscirà a fare di due “debolezze” un’occasione di rilancio”.