A dieci mesi dall’inizio della nuova legislatura regionale, il campo largo toscano supera l’esame della tenuta politica. Almeno secondo il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Simone Bezzini, che rivendica la capacità della maggioranza di trovare una sintesi tra culture politiche diverse e di presentarsi unita sui principali provvedimenti approvati dall’Aula.
La coalizione che sostiene il presidente Eugenio Giani si presenta infatti più ampia rispetto alla precedente legislatura. Accanto al Pd e a Casa Riformista siedono oggi tra i banchi della maggioranza anche Alleanza Verdi e Sinistra e il Movimento 5 Stelle, forze che fino alla scorsa consiliatura erano collocate all’opposizione.
Un cambiamento politico significativo che, secondo Bezzini, ha inevitabilmente richiesto un lavoro di mediazione e confronto continuo: “Anche nell’ultimo Consiglio c’è stato un voto compatto della maggioranza sul bilancio. Era un passaggio estremamente significativo, così come la modifica dello Statuto della Regione Toscana e la mozione su Monte dei Paschi – sottolinea il capogruppo dem -. C’è un lavoro complesso, perché richiede un confronto preventivo, dialogo, approfondimenti, correzioni e integrazioni rispetto ai documenti originali che arrivano dalla Giunta. Però credo che sia un’esperienza positiva”.
Bezzini non nasconde le difficoltà di una coalizione composta da forze politiche che arrivano da percorsi differenti e che, in alcuni casi, fino a pochi mesi fa sedevano sui banchi dell’opposizione.
“È un’esperienza difficile e complessa, perché alcune forze politiche, non solo il Movimento 5 Stelle ma anche AVS, erano collocate all’opposizione nella precedente legislatura. C’è un nuovo programma e metterlo in campo richiede momenti di approfondimento, confronto e la volontà di trovare punti di sintesi. In questi dieci mesi, però, su tutti i passaggi significativi il campo largo toscano li ha trovati”.
Parole che assumono un significato politico che va oltre Palazzo del Pegaso. L’esperienza toscana viene infatti osservata anche come uno dei laboratori più avanzati dell’alleanza progressista che potrebbe rappresentare un modello per il centrosinistra a livello nazionale.
E alla domanda sui rapporti con Casa Riformista, la componente riconducibile a Italia Viva, Bezzini risponde senza esitazioni. “È un percorso che spesso parte da punti di vista diversi, e non dobbiamo negarlo, perché siamo una coalizione e mettiamo insieme soggetti politici differenti. Però, alla fine, il paziente lavoro di dialogo, confronto e approfondimento che stiamo portando avanti ha sempre prodotto punti di sintesi che hanno conseguito la maggioranza nel voto in Consiglio regionale”.
Una fotografia che racconta una coalizione tutt’altro che monolitica, ma che finora è riuscita a mantenere compattezza anche nelle votazioni più delicate. Un equilibrio costruito attraverso mediazioni quotidiane e che sarà chiamato alla prova dei prossimi mesi, quando sul tavolo arriveranno nuovi dossier strategici per la Toscana e, inevitabilmente, anche nuove verifiche politiche per il campo largo regionale.